Augusto Montaruli

Chiaro Pensiero Comune

Sono andato sul sito del PSE (Socialisti e democratici dell’Unione Europea) per andare a verificare se ci fosse un segno di vita (scusate il giorno di parole) in questi tempi di morte diffusa. 

Mi aspettavo almeno una presa di posizione forte, un elenco di iniziative forti, azioni nel parlamento europeo forti, azioni comuni nei parlamenti nazionali forti. Mi aspettavo soprattutto incontri ed iniziative con (nel senso di insieme agli) gli oppositori.

E me lo aspettavo in grande evidenza con caratteri belli grandi.

Niente, che io legga, niente.

Ho il vago sospetto che un po’ di sovranismo regni anche da queste parti. Che la paura di perdere un punto percentuale nei sondaggi freni. 

E pensare che una volta era “Internazionale futura umanità”. 

Vabbè, capisco, togliamo internazionale che rimanda ad altri tempi. Ok, togliamo pure futura, non c’allarghiamo… ma santo cielo almeno umanità la consideriamo?

Ma coraggio qualcosa si muove, sul sito ho letto che i Socialisti e Democratici hanno votato in plenaria a favore di una legge storica volta a garantire il benessere e la tracciabilità di cani e gatti nell’UE.

Bravi! Giusto!

Per i migranti e i bombardati cercate di trovare spazio in agenda però.

Per quelli che si oppongono, che resistono cercate di trovare spazio in agenda però.

Avete presente l’agenda? Quella cosa con i fogli e le date dove uno si segna le cose da fare. C’è anche quella elettronica che si può condividere. 

Diteci però, agenda o meno, se su migranti, bombardati, oppressi, oppositori avete un chiaro pensiero comune.

Chiaro Pensiero Comune.

PS: se invece ho preso una cantonata ditemelo che passo parola

C’è ancora domani?

C’è ancora domani? è un film che ancora non c’è ma ci dovrebbe essere. Lo immagino come un film a episodi dal sottotitolo Remigration.  A Salvini piacerebbe sicuramente il sottotitolo.

In breve la trama degli episodi.

Prologo

I tg a reti unificate annunciano l’approvazione di una legge –  “In Italia gli italiani” – che prevede l’esodo forzato di tutti gli stranieri dall’Italia.  La legge ha effetto immediato. Per attuarla vengono mobilitate le forze dell’ordine, l’esercito e la protezione civile per gestire l’esodo forzato. 

Episodio 1: La piazza del mercato

E’ il racconto di un deserto, una signora anziana si aggira  tra i banchi fino al giorno prima affollati di venditori e clienti. Solo pochi banchi gestiti da italiani con prodotti a prezzi carissimi. Un chilo di zucchini va dai 50 ai 70 euro. I pomodori sono introvabili. 

Episodio 2: Il rider

Una giovane coppia di lavoratori precari ordina due pizze da farsi portare a casa. Mezzora dopo suona il campanello, il giovane scende a ritirare le pizze e vede suo nonno che gliele porge.

“Non ci sono più neri in città, così arrotondo la pensione che me l’hanno tagliata del 30%”. Sale sul deambulatore elettrico saluta il nipote e parte per un’altra consegna. 

Episodio 3: La badante 

Mattina presto, la signora moldava è in cucina e prepara la colazione per l’anziana di cui si prende cura, insieme alla colazione prepara le medicine mettendole in ordine sul tavolo. Intanto rilegge il documento che le intima di lasciare l’Italia e di ritrovarsi al punto di raccolta dove con un treno speciale sarà rimandata al suo paese. Prende le sue cose e senza far rumore lascia la casa. 

Episodio 4: L’operatrice Socio Sanitaria 

Nella sala comune della casa di riposo la direttrice comunica ad ospiti e parenti che a causa del provvedimento legislativo “In Italia gli italiani” aumenterà la retta del 50% e i parenti dovranno provvedere al pasto, alla lavanderia, alle cura personale degli ospiti.

L’episodio racconta anche l’abbandono di molti ospiti che andranno dai parenti e nel finale un suicidio di un anziano impiccatosi con le lenzuola. 

Episodio 5: L’Albania

L’episodio racconta della decisione dell’Albania di accogliere moltissimi stranieri espulsi dall’Italia. Società albanesi si offrono al nostro paese per quei lavori che prima delle legge facevano gli immigrati. Il PIL dell’Albania cresce del 40%. Molti italiani salpano da Bari per trasfersi a Tirana, 

Nel finale dell’episodio Giorgia Meloni si inginocchia davanti ad Edi Rama per aver voluto un centro per i richiedenti asilo in Albania a Gravina di Puglia. 

Ps: tutte le immagini sono state create con IA. Giusto per provare.

 

Referendum, i lati positivi e quello brutto davvero

Muoio col dolore di non vedere redente Trento e Trieste diceva Garibaldi, ma anche Bolzano e Reggio Calabria aggiungeremmo noi.

Si è perso, non è una sorpresa. In alcuni luoghi male, anzi molto male. 

Adesso si può dire tutto e il contrario di tutto, anche per farci del male come siamo soliti fare. Ma anche no vi prego. Anzi, io credo che qualche dato positivo vada evidenziato. 

Per cominciare c’è uno zoccolo duro che tiene. Anzi cresce.

Ho visto militanza, militanza vera anche se tutti sapevamo che la battaglia era quasi impossibile da vincere. 

Il dato degli studenti fuori sede a Torino e non solo (raddoppiati dall’ultima volta) che hanno voluto votare è estremamente importante. 

Quello invece veramente preoccupante è il risultato del quinto quesito, quella sulla cittadinanza. La percentuale dei no arriva da sinistra non certo da destra. Nonostante anni di battaglie, da Italia sono anch’io in poi, c’è un fondo di razzismo, di paure e di ignoranza sui quali occorre lavorare. E molto. Soprattutto dalle nostre parti. 

Adesso, infatti, lo sforzo è andare dove non andiamo più, uscire dall’autoreferenzialità e smettere di sprecare tempo e risorse per convincere i convinti. C’è un oceano di gente dove approdare.

Quindi come diceva quello lì a Parigi Ce n’est qu’un debut, continuons le combat.

Ps: Comunque al mio seggio il quorum l’abbiamo superato: 53,21%


Riepilogo dei dati

Elezioni 2022 votanti 63,91% Cdx 12,3 mln Csx 7,3 mln M5S 4,3 mln

Quesito

Votanti

%

Sì

No

1

14.067.256 

30,58%

12.249.641 89,05%

1.504.311 10,94% 

2

14.065.285

30,58%

12.036.444 87,60%

1.703.629 12,40%

3

14.068.207

30,58%

12.220.442 89.04%

1.503.790  10,96%

4

14.072.981

30,59%

12.011.942 87,35%

1.739.014 12,65%

5

14.071.702

30,59%

9.023.665 65,49%

4.754.382 34,51%

Fonte dati Eligendo – Ministero interno

I penSìeri della domenica

Domenica 8 giugno 2025

Il gracile Diodato

Rannicchiato sulla seggiola di Gramellini il gracile Diodato ha detto che alla manifestazione per Gaza avrebbe voluto vedere solo bandiere per la pace.  Forse per fare pace con se stesso.

Caro Diodato, ma benedetto il cielo 1) la manifestazione è stata indetta da tre partiti: PD, AVS e M5S 2) si basava sulla mozione comune che hanno presentato in parlamento 3) che fastidio ti danno le bandiere dei partiti? 

“In altre parole”, caro Diodato alzati da quella seggiola e prova a rallegrarti dal fatto che i partiti hanno dato un bellissimo segno di vitalità. Avresti dovuto dire finalmente! 

Botteri Botteri…

Sempre dalla seggiola di Gramellini la bravissima Giovanna Botteri inviata alla manifestazione per Gaza ha sottolineato (e che palle!) che molti sono andati via quando hanno parlato i leader di partito. 

La notizia sarebbe stata un’altra da dare, quanti sono rimasti, dei trecento mila ad ascoltare? Io credo tantissimi su trecento mila!

E anche basta!

Sì, anche basta. Questo atteggiamento di critica un po’ qualunquista e un po’ radical chic (Giannini sempre da Gramellini è maestro in questo) nei confronti dei partiti ha un po’ rotto i cabasisi. A fare militanza e distribuire i volantini per il referendum non ci va Diodato, a fare battaglia parlamentare contro il decreto sicurezza non ci va Diodato e nemmeno Botteri. 

Carissimi gramellinisti la notizia sarebbe invece la ripresa di vitalità dei partiti e della militanza. 

Comunque

Comunque una cosa l’avete sottolineata e avete fatto bene: l’assenza di scontri, nessuna bandiera bruciata, sul palco finalmente esponenti israeliani dei movimenti di opposizioni (quelli sì davvero coraggiosi).

 

Infine

Una notizia bellissima, a Torino sono raddoppiati gli studenti fuori sede che hanno chiesto di votare: saranno quasi 10.000! 

Ps: gli studenti fuori sede potranno votare grazie ad una legge voluta dai partiti…. Diodato ti sei alzato dalla seggiola?


Comunque sul balcone, Sì, sta per fiorire il cappero, vedi mai…

Son tornato a volantinare

Oggi son tornato a volantinare, ero un po’ che non lo facevo. 

Incontro Pietro nei pressi dell’edicola con un pacco di volantini per il referendum e gliene prendo un po’: “dammi che ti do una mano prima che si metta a piovere”.

Adotto il mio stile che racconto qui e comincio a distribuire.

Inizio dall’uscita della metropolitana, proprio davanti alla scala mobile (non fate battute, funzionava): di qua devono passare. 

Poi mi sposto nell’area mercatale.

Mentre distribuisco cerco di indovinare la reazione delle persone: 

Questo mi ha visto e comincia a sorridere, magari gliene do qualcuno da mettere nelle buche.

Figurati, questo si è irrigidito e come fosse un tic nervoso comincia già a fare no con la testa, ma io ci provo lo stesso vedi mai che sia davvero un tic… no, non è un tic.

Una ragazza si avvicina, Sì e mi sorride.

La signora anziana, molto anziana. Arcigna mi dice non vado a votare. Votare è bello le dico, NO mi risponde. Auguri signora le dico sorridendo.

Un’altra ragazza mi sorride, aveva già un volantino in mano. Bravo Pietro!

Voti? Chiedo ad un giovane studente, Sì Sì! Bravo vota e fai votare, come diceva una volta l’altoparlante sulla 1100.

Il giovane al banco alimentare ha tanti tatuaggi, sorride e mi chiede lui un volantino. Fammi leggere mi dice indicandomi il fratello con il grembiule. E vabbè Sì però gli stranieri no. Perchè? Dobbiamo regalare la cittadinanza a questi che spacciano. Guarda che 1) la devono chiedere 2) devono avere un salario e pagare le tasse 3) devono conoscere l’italiano e la Costituzione. Ah?! Ma allora Sì.

Grazie sei un tesoro, dillo ai tuoi amici.

Incontro un compagno, facciamo due chiacchiere e gli do qualche volantino. 

Mi fermo a parlare con una signora dalle parti del banco del pesce. Capisco ma gli incidenti è perché non si vogliono mettere le scarpe antinfortunistiche. Signora se crollano i ponti e le impalcature… Sì questo è anche vero però le scarpe… Signora si ricorda l’Esseleunga. Sì è vero ma non se ne può già con lo SPID, la burocrazia. Signora si ricorda quelli morti in una cisterna. 

Intanto ripassa il compagno a cui ho dato volantini, serissimo mi chiede un volantino e mi dice io voterò 5 Sì. Grazie signore gli dico. Una scena perfetta.

Continuo a parlare con la signora della scarpe antinfortunistche,  l’ho quasi convinta ma poi mi dice che è via in vacanza. Vabbè sarà per un’altra volta, però potevi dirmelo prima.

Sarà dura, gli anziani anziani mi sa che a votare non ci vanno. Insieme all’artrosi e la pressione alta c’è la patologia dell’egoismo: brutta malattia.

I giovani forse Sì. Almeno me lo auguro perchè stiamo volantinando per loro tutto sommato.

Ho visto comunque sguardi che fanno sperare 5 Sì!

Una storia di gentilezza

Questa è storia di gentilezza, di umana gentilezza, di occhi che si guardano. Una storia di solidarietà che sfida paura e pregiudizi. E con una bicicletta che sta lì a osservare gli sguardi… come dovremmo fare tutti noi.

Grazie a Massimo Gaidano per averceli raccontati quegli sguardi e e quegli abbracci. Gianmaria Testa di questa storia ne avrebbe scritto una delle sue struggenti canzoni facendo felice Massimo.

Maria è un nome, per ovvie ragioni, fittizio.

 


Maria, una giovane donna che vive per strada

Maria è una giovane donna che vive per strada. Forse di origine etiope, ha lineamenti regolari e profondi occhi neri, alta e slanciata.

Maria sarebbe una bella ragazza se gli accadimenti della vita non avessero stropicciato il suo viso, segnato la sua bocca, reso il suo sguardo malinconico.

Mi avvicina mentre esco da un negozio e mi dice: “sono due giorni che non mangio, per favore hai qualcosa da darmi?”

Mi guardo nel portafoglio, ma ormai giro senza contanti. “Posso andare a prenderti qualcosa da mangiare se vuoi. Cosa ti farebbe piacere?”.

“Qualsiasi cosa va bene, mangio tutto” mi risponde guardandomi con occhi neri pieni di tristezza.

Sto per prendere la bicicletta per andare alla ricerca di un bar, ma lei aggiunge:

“Torni, vero? Non è che te ne vai?”.

Mi fermo, lego di nuovo la bici al palo e la rassicuro:

“Non ti preoccupare: lascio la bicicletta qui, così sei tranquilla che torno”.

Vado a un supermercato lì vicino, prendo una baguette appena sfornata, una confezione di petto di pollo arrosto, dei tramezzini al tacchino, una bottiglia d’acqua da due litri. Rientro, lei è lì che mi aspetta di fianco alla bicicletta. Mi viene incontro, sorride con la sua bocca accidentata, ringrazia e prende tutto con entusiasmo, come se le avessi portato ostriche e champagne.

Mi chiede: “Come ti chiami? Posso abbracciarti?”

Le dico il mio nome e faccio cenno di sì con la testa: mi stringe forte. Ho una vecchia mantellina da pioggia nelle borse della bici e le previsioni danno pioggia forte anche nei giorni a seguire. La prendo e gliela offro:

“Maria, prendila se ti serve”

“E tu come fai?”

“Non ti preoccupare, ho dietro una giacca a vento. Per tornare a casa va più che bene”.

Mi abbraccia di nuovo, forte. Sembra felice per un ordinario gesto di gentilezza.

Slego la bicicletta e salgo. La saluto, lei risponde con un gesto della mano e, constatando un mio precario equilibrio sul sellino, aggiunge:

“Fa’ attenzione”.

“Abbi cura di te” le raccomando mentre mi allontano.