Augusto Montaruli

Ai saggi preferisco la narrativa

Per capire e imparare preferisco un romanzo ad un saggio. La narrativa ti coinvolge, tramette empatia e ti insegna di più. Ci si immedesima nei protagonisti.

Pensate a quello che per me è il romanzo più toccante sulla Resistenza, L’Agnese va a morire; pensate a Fenoglio. A Rigoni Stern. A Roman Gary e il suo Educazione Europea. A Primo Levi. E se andiamo più lontano nella storia a Lussu e a Remarque.

I libri che ho citato ce lo hanno raccontato dopo, anni dopo, il vissuto dei protagonisti. Il vissuto, per la mia generazione, dei nostri genitori.

Adesso c’è un nostro vissuto che ci coinvolge da spettatori non molto lontani: la guerra in Ucraina. 

Una guerra raccontata, si fa per dire, essenzialmente dai talk show dove più che la guerra conta se quello che si dice fa perdere o guadagnare punti percentuali nelle previsioni di voto. Peggio ancora discussa sui social dove i però e i ma anche abbondano e sono quasi tutti eminenti politici, storici di chiara fama e strateghi militari.

Io ho bisogno del racconto, dell’empatia per prendere parte. Per essere di parte.

Il racconto dell’allarme aereo sul cellulare di una signora ucraina in Italia, e la disperazione quando lo riceve.

Il romanzo che racconta ciò che succede, non a Zelensky, ma alle persone.

Le strade ghiacciate, il cibo raccattato, la benzina che sta finendo, il posto di blocco. Il missile che squarcia un palazzo. La cantina che è rifugio. La babushka isolata nella casa di campagna.

Solo un racconto diretto di chi subisce quella guerra di invasione oppure un romanzo può raccontare questo. Adesso e non dopo anni. 

Il romanzo, un reportage in forma narrativa, La neve di Mariupol di Monica Perosino lo fa. Mentre lo leggi, se mai avevi qualche dubbio, sai da che parte stare. Dalla parte di chi muore e soffre.

Ve lo consiglio. Aiuta a leggere questa guerra con quell’umanità che a volte sembra si sia persa.

Info sul libro: https://anpinicolagrosa.it/2023/06/11/la-neve-di-mariupol/

C’era una volta un giornale

C’era una volta un giornale che adesso non c’è più. 

Questa è la breve storia di un giornale scomparso, era un giornale on line, uscito anche su carta.  Ottoinforma si chiamava.

Era il giornale della circoscrizione Otto, nacque nel 2012 e chiuse con l’amministrazione successiva, quella dell’accorpamento delle circoscrizioni 8 e 9. L’idea del giornale la ebbe Giovanni D’Amelio, giornalista e consigliere di Italia dei Valori. Un’idea accolta e formalizzata da una delibera. D’Amelio era responsabile della redazione di cui facevano parte Marco Bani (consigliere di Forza Italia) e chi scrive (consigliere del PD). Chiaramente tutti i consiglieri potevano contribuire.

Scopo del giornale era dare un servizio alla cittadinanza raccontando il lavoro  in circoscrizione e, soprattutto, raccontando il territorio. Ricordo che incontrammo e raccontammo realtà associative, persone; informavamo sugli eventi culturali e sociali. Non solo, anche i giornalisti che seguivano il territorio potevano collaborare. Utile ai cittadini e alle cittadine e anche a chi doveva amministrare il territorio.

E’ naturalmente comprensibile che così come l’avevamo pensato non poteva più esistere se veniva a mancare la passione per farlo e la volontà politica. 

Ciò che non è comprensibile è che sia sparito il sito, che tutto quel lavoro dorma sepolto, forse, in un hard disk del comune o chissà dove. Adesso se si digita ottoinforma.it si finisce su un sito di scommesse on line. Provate. Tristissimo. 

Rimangono una pagina Facebook e il canale youtube, sì perché facevamo anche video. Come questo per esempio: https://youtu.be/kYfxpEI5Oy0.

Quella di Ottoinforma fu un’impresa da raccontare ai nipotini che si spera siano meglio di noi, ma  disseppellirlo dall’hard disk sarebbe cosa utile. Chissà se qualche amministratore attuale spinto anche dalla curiosità e dalla folle idea di replicare quell’avventura lo vorrà fare. 

Nel mio account di posta ho trovato questo articolo che avevmo scritto per l’edizione su carta.

Le storie di Ottoinforma

Il racconto del territorio narrando le persone, le loro storie e le attività imprenditoriali.

Il primo articolo che abbiamo pubblicato nella sezione “Territorio” del nostro giornale raccontava di un artigiano d’eccellenza: Francesco Panacciulli. Ci piaceva narrare di un’attività artigianale di qualità, il restauro di lampadari d’epoca, e di un piccolo imprenditore che non solo resisteva ma si proponeva, con successo, anche sul mercato estero. Abbiamo proseguito con altre storie alternando alla narrazione del personaggio il racconto della piccola impresa e del lavoro che qualificano il territorio. Questo è il senso della sezione Territorio ospitata da Ottoinforma. Abbiamo proseguito andando al Circolo Crimea ad incontrare le vecchie glorie del ciclismo torinese, Franco Balmamion vincitore di un giro d’Italia e Guido Messina più volte campione mondiale e olimpico. Abbiamo “fatto il giro” delle librerie indipendenti, raccontandole e, perché no, promuovendole. Siamo entrati in case speciali, dove si fa solidarietà e aggregazione sociale entrando in Casa Oz e Casa Sol; dove c’è arte ospiti di Casa Mario Molinari. Ci siamo commossi e divertiti ascoltando i racconti di Domenico Arnaudo, il sarto di Gustavo Rol, Boniperti e di famosi artisti. Andate sul sito ne troverete tante di storie, per citarne qualcuna: la ciclofficina di via Ormea; gli atelier di moda e di pittura, la storia di una coppia che si sposa a New York e che vorrebbe poterlo fare anche qua; una storia d’amicizia e di solidarietà tra i banchi d un mercato; i volontari di Cavoretto che fanno manutenzione al Parco Europa. Storie, come le Madri di Quartiere, che abbiamo anche filmato. Vi abbiamo proposto storie che ci hanno un po’ consumato le suole delle scarpe, ma ricevendo in cambio maggiore consapevolezza della bellezza e della potenzialità del territorio che abbiamo il privilegio di amministrare. Se avete storie da suggerire o da raccontare contattateci o scrivete a ottoinforma@gmail.com. Saremo lieti di farlo con voi.

Torno sui miei passi

Torno sui miei passi, sulla via del Rock and roll come cantava il molleggiato.

Torno sui miei passi dopo aver votato alle primarie al secondo turno, quelle aperte agli elettori, per Elly Schlein.

Torno sui miei passi dopo aver letto insulti e sottintesi sulla sua origine ebraica, di più  ashkenazita, sul voto inquinato, sulla sua famiglia borghese… 

Torno sui miei passi perché a questo punto non basta il beau geste del recarsi a votare alle primarie.

Torno sui miei passi che non è un grande sforzo atletico, giusto a due passi casa mia. 

Per dare una mano se serve, perché ora serve. Anche il rock and roll. 

Torno sui miei passi, se mi volete.

 

L’ex Cacao, facciamo come a Malaga e altrove

 

Visitando Malaga ho visto un bellissimo anfiteatro nel parco pubblico che costeggia il mare della città andalusa. Quando non ci sono spettacoli le persone si siedono sulle panche per prendere il sole, leggere e chiacchierare.

Vedendolo ho ricordato una proposta che feci in veste di consigliere di circoscrizione che chiedeva la trasformazione dell’area utilizzata a suo tempo dal Cacao proprio in un anfiteatro. Come nei parchi di molte città. Pensate solo all’utilizzo che ne potrebbero la futura Biblioteca Civica o il nuovo insediamento del Politecnico, per dirne due.

All’epoca non ricevetti risposta anche se la proposta, in prima battuta come articolo del blog che potete leggere qui: E se il Cacao diventasse meravigliao? 
, e in seguito formalizzata come interpellanza (qui la potete leggere) era obbligatorio darla. Poiché chiedere è lecito e richiedere è ancor più lecito quando non si riceve risposta, a mo di Cirano de Bergerac: io richiedo!

Perché non trasformare l’ex Cacao in un teatro all’aperto come nei più grandi parchi cittadini? Farebbe bene alla città e ai cittadini. Non credete?

 

Caro Augias, grazie però…

 

Ieri, a caldo e con la voglia di andare a leggere e poi dormire, ho definito la puntata che Augias ha dedicato a Torino un bignami con molte lacune.

Per carità, meglio che niente, ma in sostanza Augias ha prodotto una sorta di guida per turisti frettolosi. Torino merita molto di più.

Le lacune sono da matita rossa, caro Augias.

Si può parlare di Salgari e non citare De Amicis?

Si può raccontare Primo Levi e non gli altri: Pavese, Ginzburg, Carlo Levi, Eco….Le case editrici a partire dall’Einaudi.

Si può raccontare la Sindone e non i santi sociali. Oppure non raccontare di un quartiere dove musulmani, ebrei, cattolici e valdesi convivono e collaborano. Anche con la società civile e laica? Cosa rara se non unica di questi tempi.

Anedotto. Anni fa ero a Roma per lavoro e di sera cercavo un ristorante in centro quando incontro uno studente messicano. Lo studente, quando gli dico che sono di Torino e mi aspettavo mi citasse la Fiat e la Juventus, mi dice “la città di Don Bosco”.

E poi perché non raccontare, a proposito del Grande Torino, delle persecuzioni razziali del suo allenatore e di Bruno Neri?

Si può parlare di Agnelli e non citare le lotte sindacali, la Resistenza, la difesa della fabbrica. L’immigrazione che ha cambiato il volto della città. Almeno Di Nanni…

Si può parlare di Agnelli e non di Gualino? 

Si può non raccontare il cinema nato in questa città? Se Augias vuole lo porto a Grugliasco o a sedersi sulla poltrona di Cabiria all’Ambrosio.

E Drovetti? Come si fa a non citarlo quando racconti l’Egizio?

E perché non dire che le residenze sabaude sono patrimonio UNESCO dell’umanità.

Vabbè, direbbe una mia amica, da uno come Augias mi sarei aspettato di più.

Il lavoro di Augias è servito sicuramente ad incuriosire potenziali turisti, ma non ha ridato quell’orgoglio di essere torinesi che non c’è più. L’ultima volta fu quando si celebravano i 150 anni dell’unità d’Italia.

Per l’orgoglio occorre altro. Molta politica e credo un museo dedicato alla città, che la racconti tutta. Che racconti la città e i torinesi. Ci farebbe molto bene. 

Ps: Caro Augias conosce, per citarne uno, Caponetti? 

 

 

Valentino sì Valentino no… la terra dei…

dal sito https://bryantpark.org

E’ un classico ormai, la tendenza a dividersi e fronteggiarsi sulle questioni come in un bel western tradizionale: agricoltori e coltivatori; sceriffi e Jessie James.

Succede tra ciclisti e automobilisti, succede ora tra “parcovalentinistipuri” e “parcovalentinistifacciamocosebelle”.

Nessuno, e mi spiace, tiene conto di cosa succederà al Valentino: Torino Esposizioni sarà sede di un campus universitario e della nuova biblioteca civica. Questa dovrebbe essere la premessa e la base di qualsiasi discussione sul futuro e sull’utilizzo del parco.

Forse qualcuno che mi legge è stato a New York e se non si è fermato solo a Time Square avrà visto Bryant Park. Bryant Park è un parco urbano tra i grattacieli e la neoclassica biblioteca civica di New York. Lì succede di tutto: reading, cinema all’aperto, campo di pétanque, ballo, corsi di ginnastica… Leggete qua: https://bryantpark.org/programs

A Central Park c’è un teatro (anfiteatro) dove si esibiscono musicisti e compagnie teatrali. 

New York, ma potrei riportare gli esempi di altri parchi cittadini di città di tutto il mondo.

Al Valentino sarà inevitabile e auspicabile la sinergia tra campus e biblioteca e gli spazi esterni possono, devono, essere il luogo dell’incontro e delle iniziative. 

Al Valentino “giace” inutilizzato l’ex Cacao, potrebbe diventare un anfiteatro all’aperto. 

Teatro in Central Park – foto dal sito https://publictheater.org

Se si partisse da questi presupposti forse la discussione avrebbe un minimo di visione.  Nel frattempo però cominciate con il togliere le auto da TUTTO il Valentino e definite quali aree del parco sono totalmente da proteggere.

Ne scrivo da cittadino e da ex consigliere che in passato ci ha provato a sollevare la questione. Con scarsi risultati lo ammetto, ma sono testardo e ottimista. E forse dovrei andare a fare una vacanza disintossicante a Fiuggi.

Bryant Park e la civica 

http://augustomontaruli.it/blog/2014/07/13/bryant-park/

Cacao:

http://augustomontaruli.it/blog/2018/07/27/e-se-il-cacao-diventasse-meravigliao-%E2%80%A8/

http://augustomontaruli.it/wp-content/uploads/2018/09/MOZIONE-CACAO.pdf

Auto al Valentino e altro:
http://augustomontaruli.it/blog/2018/10/04/ordine-del-giorno-e-consiglio-aperto-sul-valentino/