Augusto Montaruli

Gli studenti e le studentesse di fuori

Quando mia madre accoglieva ospiti faceva loro vedere l’appartamento: qui il bagno, questa è la cucina, la camera da letto, questo è il mobile della nonna e questo è il quadro cui siamo affezionati… 

Qualche giorno fa fumando una sigaretta in balcone ho fatto due chiacchiere con uno studente fuori sede che alloggia al piano di sopra, anche lui fumatore. Studia all’Isef e le due compagne di alloggio frequentano psicologia e scienza delle comunicazioni. Non conoscono la città e il quartiere in cui vivono. 

A fine chiacchierata ci siamo scambiati il numero di telefono. Gli ho detto che nel caso servisse qualcosa di chiamarmi e che gli avrei mandato qualche informazione sul quartiere.

Oggi gli ho scritto. Una descrizione di San Salvario molto in sintesi e qualche luogo da frequentare: la biblioteca, la casa del quartiere, il Polo Lombroso, l’associazione di studenti universitari… qualche sito e naturalmente la pasticceria Zichella.

Mi ha risposto nel linguaggio sintetico ma efficace tipico di chi è molto giovane: “Grazie mille, una figata!”

Perché racconto questo? Perché quando si accolgono ospiti bisogna fare come faceva mia madre. 

Sarebbe davvero un bel modo di accogliere queste ragazze e ragazzi che “arrivano da fuori” dare loro un carnet di accoglienza: un volumetto descrittivo del quartiere e dei servizi, dei luoghi da frequentare nel quartiere in cui vanno a vivere, biglietti di ingresso omaggio nei cinema, nei teatri e nei musei. 

E’ un modo per ringraziarli per aver scelto la nostra città per studiare e per offrirgli nel contempo alternative alla movida (che si attenua anche così).

Giusto una piccola proposta per la giunta della città e delle circoscrizioni. 

Il Borgo medievale e il qr code brutto brutto

A settembre del 2020 presentai un ordine del giorno dove chiedevo, con tanto di esempio parlante, che nei luoghi di Torino patrimonio dell’umanità UNESCO venisse posta una targa con un qr code che rimandava ai siti, multilingue, che li descrivevano. L’ordine del giorno fu approvato in circoscrizione e replicato, senza successo purtroppo, da Francesco Tresso in consiglio comunale. Ne scrissero i giornali (articolo di Giulia Ricci – e Gabriele Ferraris).

Questa mia proposta fu elaborato dopo essermi consultato con la presidente del Centro UNESCO per Torino Maria Azzario.

Ma veniamo ad oggi.

Questa mattina facendo una passeggiata al Borgo Medievale vedo una “roba” all’uscita che da una parte mi fa dire: ma guarda un qr code! Lo provo e verifico che rimanda al sito del Borgo. Poi lo guardo bene e mi dico: ma è possibile che si possa esporre una roba simile?

Un avviso di cattivissimo gusto che vieta l’ingresso e dove è presente in piccolo un “qrcodino”. Una roba brutta, ma brutta che più brutta non si può.

E anche di cattivo gusto perché l’ingresso sembra vietato solo ad omini neri.

Vabbè, buon Santo Stefano sperando in tempi migliori.

Il mio voto

Lascio il mio ruolo di consigliere e capogruppo di Articolo Uno alla circoscrizione otto, lascio che non vuol dire smettere di fare politica.

Anzi.

E proprio quel ruolo e anche la trasparenza con la quale ho lavorato (è tutto documentato) mi porta a dichiarare “sulla pubblica piazza” cosa e chi voterò.

Se il voto di lista ad Articolo Uno è scontato, ex capogruppo e iscritto, è invece più difficile fare una scelta sulle persone (e per fortuna c’è la doppia preferenza di genere).

Ma si deve fare.

Chi voterò in comune:

Matteo Cantamessa e Ambra Troiano

Matteo è il segretario metropolitano di Articolo Uno, il mio voto è oltre che alla persona al rispetto per un partito e per il ruolo che i partiti, sono decisamente convinto, debbano tornare a svolgere nella società. Credo importante che in consiglio comunale ci sia la voce del partito. I partiti devono tornare ad essere riferimenti culturali, rappresentativi di classi sociali e di istanze e bisogni. Tornare a svolgere congressi sui temi e non sull’appeal del leader (effimero) di turno. Insomma come prevede al Costituzione.

Ambra è una giovane donna preparata, la sua è una candidatura di appartenenza a valori condivisi. Sono convinto che la sua esperienza in ambito culturale non può che far bene alla città.  Nella sua presentazione sul sito della sezione otto di Articolo Uno scrive:

La pandemia ha messo in seria difficoltà il nostro lavoro come quello di tutti gli esercenti della città: negozianti, ristoratori, baristi, ambulanti… A entrare in crisi non è stata solo l’economia ma anche il nostro modo di stare insieme. La mia speranza è che la crisi possa essere un momento per ripensare la comunità in modo più inclusivo e sostenibile, per questo motivo ho deciso di provare la mia prima esperienza politica con Articolo Uno.

Chi voterò in circoscrizione otto:

Andrea Sferruzzi e Eleonora Asia De Angelis

Andrea lo conosco da un po’ di anni, da lui vado regolarmente a comprare il pane nella sua panetteria bar di largo Saluzzo. Apprezzo la serietà e la disponibilità e l’attenzione verso il contesto sociale. Disponibilità e attenzione che ho avuto modo di condividere quando con suo zio, Pino Tarricone, sono andati al centro di accoglienza profughi di Cavoretto ad insegnare come si fa il pane (ed i grissini). Credo che una presenza in consiglio di circoscrizione di un operatore commerciale di una zona critica come quella del cuore di San Salvario possa essere un valore aggiunto importante nella relazione con residenti e operatori commerciali. Soprattutto se sensibile anche alle istanze dei residenti.

Asia l’ho conosciuta alla Casa del Quartiere dove lavorava. E’ persona seria, direi ostinata quando si prefigge un obiettivo. Abita nel cuore di San Salvario, quartiere che conosce benissimo. In circoscrizione può portare le sue conoscenze delle realtà associative, la capacità professionale e relazionale. E’ una roccia, di quelle difficili da scalfire. Però la sua origine napoletana la porta a dire che “Amo la collaborazione, le reti, la bellezza e la semplicità, infatti amo le cene in compagnia e la buona musica.” E non guasta, anzi.

Qui la parte sofferta.

Le preferenze sono due da dare e questo mi costringe a non esprimerla per candidati che stimo moltissimo, persone come le quali si è condiviso un percorso. Due su tutti: Omar Suad (il ciclone Omar) e Francesco Miacola. Spero capiranno. Ma non solo loro, in lista ci sono anche giovani che si sono avvicinati spontaneamente ad Articolo Uno facendoci un bellissimo regalo: Giovanni Aschieri ed Emanuele Mombrini. Meritano tutto il sostegno possibile. Così come lo meritano tutti i candidati a partire dal segretario della sezione Marco Cetini.

In circoscrizione uno il mio suggerimento di preferenza va a Stefania Cammarata (con lei condivido il ricordo di un concerto del mio amico Hugo Trova) insieme a Giovanni Aschieri o Emanuele Mombrini.

Grazie per aver letto fin qui e speriamo di cavarcela. Andiamo tutti a votare!

PS: disponibile a mettere a disposizione la mia esperienza per dare suggerimenti su preferenze (ed esclusioni) per altri partiti e liste della coalizione che sostiene Stefano Lo Russo. 

Siamo tornati a Bellissimi

Già, siamo tornati a Bellissimi e mi chiedo perché. Non c’è un negozio, non c’è un bar, per non parlare del supermercato. Neanche un mini market. Per andare al mare son tornanti da fare, passare da Dolcedo e sotto un viadotto dell’autostrada.

Già, siamo tornati a Bellissimi e mi chiedo perché. 

Perché?

Forse perché ci sono Chiara e Guido. Forse perchè ci sono Peppino e Mariangela. E Daniel e Sara. Natalino e Pierangela e Giovanna e Battista. Klaus e Andrea. Martina e Michael. Bud e Mike. Lorenzo con la bici. 

Che fare l’elenco dovresti nominarli tutti quelli che stanno a Bellissimi e aggiungere quelli che ci passano arrivando dal mare o dai laghetti di Lecchiore. 

Perché?

Forse perché le lingue si incontrano e il tedesco prende un po’ di accento ligure. E la stroscia i tedeschi imparano a farla e col gozzo si mettono a navigare, bordesan proprio come i liguri.

Perché?

Perché festeggi un compleanno con whisky scozzese, grazie Bud era proprio buono!

Ti vedi due film sulla piazzetta dove c’è una chiesetta sconsacrata che ti ricorda che il colera qui l’hanno scampato. E dalla chiesetta appare Michael che ti propone il gelato e un bicchier di vino.

E Daniel e Serge fanno teatro leggendo un brano che in Germania è come fosse Dante qui in Italia. 

E Daniel che ti racconta di mancate fucilazioni e rivoluzionari anarchici ladri gentiluomi. 

E il professore lavora mattina e sera perché la dove stanno gli olivi deve essere tutto in ordine che fra un po’ l’arte si sposa con la natura.

Perché passi a trovare Peppino che il cuore si allarga.

Perché una sera uno scrittore che traduce Tabucchi in olandese (forse con accento ligure) ti racconta di un tenente di Napoleone di un cannocchiale e dell’hashish.

Perchè a bocce ci giocano i brocchi e ti invitano alla gloriosa impresa.

Perchè ti saluti e fai due chiacchiere quando incontri qualcuno.

Già non so perché siamo andati a Bellissimi che non c’è un negozio, un bar e mini market, ma intanto che me lo chiedevo ho fatto l’elenco.

E ho capito perché siamo tornati a Bellissimi. 

Grazie per averci ancora una volta accolti.

Per scoprire altri perché andate sul sito amicidibellissimi.org

L’ultimo consiglio, adesso posso raccontare una “storiella buffa”

Oggi si è tenuto l’ultimo consiglio, ultimo sicuramente per me che sarò semplice militante di sinistra, di Articolo Uno, del centro sinistra. 

Militante “semplice” che si adopererà affinché i candidati di Articolo Uno raccolgano voti e preferenze per portare più sinistra in sala rossa e nelle circoscrizioni e che Stefano Lo Russo possa essere il sindaco del dopo Appendino.

E oggi che si è tenuto l’ultimo consiglio posso raccontare una storiella, una storiella buffa, quella era, che mi ero tenuta in un cassetto. 

Pochi giorni prima del consiglio che avrebbe inaugurato la nuova consiliatura alla otto ed eletto Davide Ricca presidente, ricevetti una mail che mi invitava al “golpe” in cambio della presidenza. 

Eccola:

Sto parlando con diversi consiglieri (di maggioranza e opposizione), sto consigliando di eleggere un certo MONTARULI come presidente, da quello che ho capito almeno avreste l’astensione (se non il voto favorevole ) dell’opposizione. Sarebbe inoltre un ottimo segnale che il PD incomincerebbe a fare una analisi CRITICA . Se ti interessa approfondire chiamami pure. Ciao Presidente !!   

Sorrisi e mi dissi: cominciamo bene… naturalmente e gentilmente rifiutai invitando il proponente dell’offerta “indecente” al consiglio inaugurale alle 21. Il “proponente” mi rispose così:

Come alle 21 ?? Dai ??  Augusto, te lo dico con il cuore, ne sto parlando anche con XY (che è un amico), credetemi Ricca per voi è una grossa palla al piede. Rischiereste di impantanarvi su ogni cosa, l’opposizione sarà durissima, io ho invece ho come un presagio… che tu SEI la persona giusta . Tirate FUORI LE PALLE !! Un abbraccio  !!

La persona giusta, anche per decenza, tenne le palle nelle mutande. Lontano da trappole e giochi (e “presagi”) a cui non è e non sarà mai avvezzo.

Suerte!

La resa del custode

Oggi su La Stampa la notizia che il custode della Parri si è arreso.

Da qualche mese si era “accasato” nell’alloggio del complesso sportivo con compagna e cagnolino. Da allora continue minacce da parte di spacciatori e utenti dello spaccio. All’ennesima si è arreso.

Inevitabile. 

La resa non è, solo, alla microdelinquenza e agli “utenti”, la resa è dovuta ad un’assurda incomprensibile lentezza della burocrazia comunale. 

Colpevole lentezza.

Allontanare lo spaccio vuol dire mettere in campo una serie di azioni e sul campo c’erano tutte.

Peccato che il campo sia franato di fonte alla burocrazia, all’iter comunale, alla mancanza di personale. 

Si sarebbero dovute sgomberare subito le palazzine dell’ex scuola materna.

Si sarebbe dovuto fare un bando per l’ex rotelliere sgomberando il finto orto urbano della Seymandi. C’è un volume della Treccani sulle interpellanze e le proposte relative all’area Parri.

Invece carta, carta che va e che torna. Visite tecniche rimandate e reiterate. Proponenti di idee concrete scoraggiati.

Questa volta i colpevoli non sono solo gli spacciatori.

Colpevole è anche l’amministrazione comunale. 

Stop.

Un abbraccio solidale al custode che ci ha provato