Augusto Montaruli

Il settimo cavallerizza

CuEP-180309934ster Montanari, ex vicesindaco ora generale nominato sul campo, tratta con sindaca prefetto e sovrintendendente le sorti di un bene Unesco. Un patrimonio dell’umanità. Cioè di tutti. Lo tratta per una pattuglia di artisti (così dicono), per pochi, l’umanità è altrove: magari aspetta un bus che non arriva o è in coda ad un’anagrafe chiusa.
A che titolo, con quale ruolo si tratta? Non è chiaro il percorso, non è chiaro perché sindaca prefetto e sovrintende vadano a trattare e cerchino un patto con loro e con altri no. 
Avete mai visto il prefetto e la sindaca trattare, definire un patto con poveri cristi senza casa che occupano uno stabile? Figurati, quelli stanno magari in periferia e non hanno il monopattino.
Manco in circoscrizione viene Chiara, metti che poi le fanno le domande, magari toste.
Lei non si degna di fare un salto da noi (Custer Montanari veniva e ripeteva sempre le stesse cose però), anche senza prefetto, giusto con la sua faccia. Quella che ride su Instagram. Cacchio avrà da ridere?
La sindaca potrebbe forse sapere che di beni comuni e di bisogni ci occupiamo anche noi, senza essere fighetti e senza il generale Custer o il super esperto della materia.
Potrebbe sapere quanto è complesso e faticoso senza il personale adeguato dare in concessione un bene comune destinandolo a dare servizi culturali, sociali, sportivi e ricreativi alla cittadinanza (tutta): manifestazione d’interesse, bando, incontri, valutazione economica, delibera.
Potrebbe sapere quanto è farraginoso e costoso concedere (anche a pagamento) sale per eventi, riunioni, attività. Sempre per la cittadinanza tutta.
Potrebbe sapere che non riusciamo a tenere aperta la piscina Parri a tempo pieno perché manca il personale. Aperta sempre per la cittadinanza: anziani, giovani, studenti, sportivi.
Potrebbe sapere quanto è assurdo il regolamento di un centro di incontro, regolamento che limita le loro attività e che prevede tessera e assicurazione oltre ad elezioni che manco per la Casa Bianca.
Il settimo cavallerizza non ha tempo per dedicarsi di queste inezie gestite da una circoscrizione, non vai sui giornali se ti occupi della cittadinanza tutta. Cittadinanza di periferia. Quella della campagna elettorale.
Ma io vi aspetto a Little Big Horn insieme a Toro Seduto e Cavallo Pazzo dove si concluderanno questi anni tragicomici.

ps: che poi Custer non è mai stato generale

Andare oltre, documento sulla sottocommissione integrazione

 

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Il gruppo LeU della circoscrizione 8 ha condiviso con i gruppi che compongono la maggioranza che governa la circoscrizione un documento/proposta sulla sottocommissione integrazione.

Noi siamo convinti che occorra andare oltre il ruolo e i compiti della sottocommissioni.

Siamo convinti che sarebbe più utile “fare le cose” insieme.

Siamo anche convinti che a dover essere integrati dovrebbero essere certi tifosi, ma quella è un’impresa ciclopica per una circoscrizione.

Di seguito il documento di cui sopra


Sottocommissione Integrazione

Come gruppo LeU abbiamo riflettuto sul ruolo della sottocommissione, più volte in riunione di maggioranza abbiamo espresso la convinzione che sarebbe necessaria una revisione dei ruoli, in parte descritta e anticipata nel documento programmatico che ha accompagnata la nuova giunta e maggioranza.

Con il superamento della questione MOI, è avvenuto quanto speravamo e cioè una migrazione “dolce”, il momento di riflessione si è anticipato.

E’ a tutti evidente che i progetti proposti dalla sottocommissione sono in realtà afferenti alle diverse commissioni: culturali e sociali in primo luogo. 
E’ evidente, di sicuro a noi, che l’esistenza di una sottocommissione dedicata a cittadini “stranieri” acuisce il tema integrazione evidenziando la separazione tra cittadini italiani e nuovi cittadini italiani.

E’ anche evidente che le diverse sensibilità nella maggioranza rendono a volte complicato il percorso di approvazione dei progetti della sottocommissione creando attriti a volte frutto di incomprensioni.

Ci rendiamo anche conto che i molteplici impegni della coordinatrice alla sottocommissione comportano assenze in giunta, quindi la difficoltà a rendere più condivisibili le proposte.

Noi crediamo e proponiamo un superamento della sottocommissione andando verso un patto che impegni le altre commissioni a lavorare sul tema “nuovi cittadini” e che evidenzi le realtà positive, uniche in alcuni, casi di sinergia e collaborazione tra le associazioni e le realtà religiose del territorio.

Garantiamo il massimo della collaborazione sul tema e, ovviamente, non solo.

Naturalmente saremo propositivi e attenti.

Pertanto quanto proponiamo è il superamento della sottocommissione con un patto sul tema.

A patto condiviso seguiranno le dimissioni dalla giunta della coordinatrice.

Non chiediamo compensazioni.

Il gruppo consiliare LeU della Circoscrizione 8
Suad Omar Sheikh Esahaq e Augusto Montaruli

INTERPELLANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 45: ILLUMINAZIONE PISTA CICLABILE

Ecco l’interpellanza sullo stato dell’illuminazione della pista ciclabile di via Nizza, nello specifico sul tratto tra le piazze Nizza e De Amicis.


Torino, data del protocollo

INTERPELLANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 45: ILLUMINAZIONE PISTA CICLABILE

PREMESSA

La sicurezza stradale prevede soprattutto dove sono presenti passaggi pedonali e piste ciclabili un’illuminazione che la garantisca. La nuova pista ciclabile di via Nizza in alcuni tratti non crediamo sia sufficientemente illuminata, in modo particolare sul lato destro di via Nizza, direzione sud, tra le piazze Nizza e De Amicis. Quel tratto inoltre è molto trafficato, interseca numerose vie laterali ed sede di università oltre alla parrocchia e a numerose attività commerciali soprattutto sul lato sinistro. Si fa presente inoltre che nel periodo di osservazione, dove sono state scattate due fotografie intorno alle 18:00 che alleghiamo, su dieci ciclisti solo due erano dotati di luci e uno di giubbotto fosforescente.

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SI INTERPELLANO

Gli assessori competentI al fine di conoscere:

Se è nei piani dell’amministrazione rivedere l’illuminazione stradale per quanto concerne le piste ciclabili.

Quali provvedimenti sono e/o saranno messi in campo in merito alla sicurezza stradale in città, soprattutto per quanto concerne attraversamenti pedonali e piste ciclabili

Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo LeU

Due mozioni su corso Raffaello

La prossima settimana porterò al protocollo due mozioni su corso Raffaello. La prima prevede una diversa collocazione, se non la disinstallazione, di cartelloni pubblicitari e di una postazione telefonica Telecom al fine di recuperare spazi per parcheggi auto e altri veicoli. La seconda richiede la realizzazione di una zona 30 sempre nel corso da realizzarsi attraverso un percorso partecipato.

Testo della mozione sui cartelloni pubblicitari.

Testo sulla mozione relativa alla zona 30.

Aggiornamenti sulla attività in consiglio mia e del gruppo LeU

Vi aggiorno sulle mie ultime proposte presentate in consiglio di circoscrizione tra gioie e dolori. Premetto che tutte le mie proposte sono sempre inviate per un parere e per condivisione a tutta la maggioranza. Presto farò anche “l’inventario” dei miei atti consiliari approvati e rimasti in qualche limbo.

Proposta micro aree attrezzate per rom e nomadi

La proposta nonostante un emendamento approvato non è passata in prima lettura a causa della mancanza del numero legale. Per carità di patria evito in questa sede commenti. Ho riscritto l’ordine del giorno inserendo l’emendamento che condivido. Si prevede la discussione a fine novembre o dicembre.

Proposta di dedicare il ponte sulla ferrovia tra via Nizza e corso Sommellier alle donne combattenti curde

La proposta non è passata in prima lettura a causa della mancanza del numero legale. Evito in questa sede commenti. Siamo in attesa di capire se la proposta sarà accolta dalla circoscrizione uno. Ho reiterato la proposta sperando in una discussione, mi auguro con il numero legale, a fine novembre o dicembre.

C’è però una buona notizia: la consigliera Eleonora Artesio ha fatto sua la proposta presentando una mozione in consiglio comunale. Le sono grato. Molto.

Proposta un albero per ogni bambino nato

A seguito di una costruttiva discussione ho ritirato l’ordine del giorno modificandolo in due atti separati: 

a) Interpellanza che chiede informazioni sul rispetto della legge che prevede la piantumazione di un albero per ogni bambino nato o adottato e la distribuzione territoriale delle piantumazioni; b) Ordine del giorno, ancora da discutere, che chiede di concordare con le circoscrizioni la piantumazione e che ci sia una dedica ad ogni bambino su ogni piantumazione. L’interpellanza è stato votata all’unanimità.

Ordine del giorno su irriperibili

L’ordine del giorno che era stata approvato in circoscrizione è stato presentato anche in comune da Mimmo Carretta (consilgiere e segretario metropolitano del PD), l’atto ha passato due commissioni e sarà discusso in aula. Naturalmente ringrazio Mimmo e i consiglieri che appoggeranno questa proposta. 

Prossimi atti

Sto lavorando ad una richiesta di spostamento degli spazi pubblicitari e di una cabina telefonica in corso Raffaello al fine di recuperare parcheggi per auto o altri mezzi. Sempre per corso Raffaello, a fronte di una situazione insostenibile, proporrò la realizzazione di una zona 30. A breve i testi.

Gruppo LeU


Abbiamo proposto di andare oltre la sottocommissione integrazione attualmente coordinata dalla consigliera del nostro gruppo Suad Omar. A breve renderemo pubblico il testo del documento che abbiamo condiviso con la maggioranza in circoscrizione. Nel contempo stiamo riflettendo sul nostro ruolo in maggioranza.


La mail alla sindaca


Ho scritto una mail alla sindaca Chiara Appendino su una questione di buon gusto, di opportunità e di cattivi odori. Se ne condividete il contenuto vi prego di farla vostra in modo da costringerla a rispondere, a me e a voi.

Cose belle


L’ANPI Nicola Grosa ha realizzato una mappa su google con la geolocalizzazione delle lapidi dei partigiani. L’iniziativa ha avuto un bel riscontro finendo in prima pagina su La Stampa. La mappa e la descrizione dell’iniziativa la trovate qui, sul sito dell’ANPI Nicola Grosa.

 

 

Un ponte per le donne combattenti curde

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Dedicato a Hevrin Khalaf, attivista per i diritti delle donne.

Con Eleonora Averna abbiamo proposto ai rispettivi consigli di circoscrizione di cui siamo consiglieri un ordine del giorno che propone l’intitolazione del ponte sulla ferrovia, tra via Nizza e corso Sommellier, alle donne combattenti curde.

Come ente di prossimità non possiamo certo fermare il massacro in atto, non possiamo certo fermare l’export di armi o ritirare il personale diplomatico ma possiamo, e dobbiamo, mettere in atto gesti, iniziative, anche simboliche che facciano sentire a quel popolo la nostra vicinanza. Lo facciamo proponendo di dedicare un ponte, un ponte che è simbolo di vicinanza, che unisce. Lo facciamo dedicandolo a quelle donne che rimarranno per sempre nella storia. Glielo dobbiamo.

Di seguito l’ordine del giorno che chiederemo a tutti i capigruppo al presindente e alla giunta di sottoscrivere


Torino, data del protocollo


ORDINE DEL GIORNO: UN PONTE PER LE COMBATTENTI CURDE

PREMESSA

E’ in atto una guerra, un genocidio, contro il popolo curdo messo in atto dal governo turco. Le democrazie hanno il dovere morale di fermarlo, di contrastarlo, di mettere in campo tutte le iniziative possibili per porre fine al massacro di qui popolo.

Crediamo che tutte le istituzioni del paese debbano solidarizzare con quel popolo, ognuna nelle possibilità e nei ruoli che ad esse competono.

Anche un’ente di prossimità come una circoscrizione può farlo. Lo può fare stimolando iniziative a sostegno del popolo curdo, lo può fare con gesti simbolici. Gesti simbolici che non fermeranno una guerra, ma ne siamo convinti, a quel popolo faranno bene e faranno sentire la nostra vicinanza.

Ad altre istituzioni il compito di adoperarsi per fermare il massacro, cominciando con il rivedere le relazioni con il paese che sta mettendo in atto il genocidio. Cominciando, ora, a fermare l’esportazioni delle armi e rivedendo gli accordi commerciali o richiamando in Italia il personale diplomatico.

Simbolo della Resistenza del popolo curdo sono le donne, le donne miliziane. Sono diventate un esempio di emancipazione, di resistenza. Sono la fianco degli uomini. Con pari diritti.

Riportiamo di seguito la lettera delle donne curde “A tutti i popoli che amano la libertà”
“Come donne di varie culture e fedi delle terre antiche della Mesopotamia vi mandiamo i più calorosi saluti. Vi stiamo scrivendo nel bel mezzo della guerra nella Siria del Nord-Est, forzata dallo Stato turco nella nostra terra natale. Stiamo resistendo da tre giorni sotto i bombardamenti degli aerei da combattimento e dei carri armati turchi.
Abbiamo assistito a come le madri nei loro quartieri sono prese di mira dai bombardamenti quando escono di casa per prendere il pane per le loro famiglie. Abbiamo visto come l’esplosione di una granata Nato ha ridotto a brandelli la gamba di Sara di sette anni, e ha ucciso suo fratello Mohammed di dodici anni.
Stiamo assistendo a come quartieri e chiese cristiane vengono bombardate e a come i nostri fratelli e sorelle cristiani, i cui antenati erano sopravvissuti al genocidio del 1915, vengono adesso uccisi dall’esercito del nuovo impero Ottomano di Erdogan. Due anni fa, abbiamo assistito allo Stato turco che ha costruito un muro di confine lungo 620 chilometri, attraverso fondi Ue e Onu, per rafforzare la divisione del nostro Paese e per impedire a molti rifugiati di raggiungere l’Europa.
Adesso stiamo assistendo alla rimozione di parti del muro da parte di carri armati, di soldati dello Stato turco e jihadisti per invadere le nostre città ed i nostri villaggi. Stiamo assistendo ad attacchi militari. Stiamo assistendo a come quartieri, villaggi, scuole, ospedali, il patrimonio culturale dei curdi, degli yazidi, degli arabi, dei siriaci, degli armeni, dei ceceni, dei circassi e dei turcomanni e di altre culture che qui vivono comunitariamente, vengono presi di mira dagli attacchi aerei e dal fuoco dell’artiglieria. Stiamo assistendo a come migliaia di famiglie sono costrette a fuggire dalle loro case per cercare rifugio senza avere un luogo sicuro dove andare.
Oltre a questo, stiamo assistendo a nuovi attacchi di squadroni di assassini di Isis in città come Raqqa, che era stata liberata dal terrore del regime dello Stato Islamico due anni fa con una lotta comune della nostra gente. Ancora una volta stiamo assistendo ad attacchi congiunti dell’esercito turco e dei loro mercenari jihadisti contro Serêkani, Girêsipi e Kobane. Questi sono solo alcuni degli incidenti che abbiamo affrontato da quando Erdogan ha dichiarato guerra il 9 ottobre 2019.
Mentre stiamo assistendo al primo passo dell’attuazione dell’operazione di pulizia etnica genocida della Turchia, assistiamo anche all’eroica resistenza delle donne, degli uomini e dei giovani che alzano la loro voce e difendono la loro terra e la loro dignità. Per tre giorni i combattenti delle Forze siriane democratiche, insieme alle YPG e alle JPY hanno combattuto con successo in prima fila per impedire l’invasione della Turchia e dei massacri. Donne e uomini di tutte le età sono parte di tutti gli ambiti di questa resistenza per difendere l’umanità , le acquisizioni e i valori della rivoluzione delle donne in Rojava. Come donne siamo determinate a combattere fino a quando otterremo la vittoria della pace, della libertà e e della giustizia. Per ottenere il nostro obiettivo contiamo sulla solidarietà internazionale e la lotta comune di tutte le donne e gente che ama la libertà.”

Questa lettera si conclude con queste richieste che non possiamo che condividere.


– Fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord

– Istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita dela popolazione nella Siria del nord e dell’est

– Prevenire ulteriori crimini di guerra e la pulizia etnica da parte delle forze armate turche

– Garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale

– Fermare la vendita di armi in Turchia

– Attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia

– Adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

CREDIAMO

Che quelle donne meritino risposta immediata, crediamo anche che quelle donne necessitino anche di gesti simbolici ma fortemente significativi.

PERTANTO

Chiediamo, in concerto con la circoscrizione uno, di proporre che il ponte sulla ferrovia che unisce via Nizza a corso Sommellier venga intitolato alle “donne combattenti curde”.

ESSENDO CONSAPEVOLI

Che anche se non sarà l’intitolazione di un ponte a fermare il massacro riteniamo importante mandare un messaggio forte di vicinanza a quelle popolazioni oltre a dimostrare concretamente da quale parte della storia stiamo.

CHIEDIAMO QUINDI

Al Presidente e alla Giunta di questa circoscrizione di inoltrare al presidente della commissione toponomastica la proposta di intitolazione del ponte sulla ferrovia, tra via Nizza e corso Sommellier, alle donne combattenti curde.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Capogruppo LeU