Augusto Montaruli

Ordine del giorno sulla chiusura dell’ufficio postale To 36 (Pilonetto)

poste italiane

I servizi di prossimità si stanno sempre più riducendo, dopo le anagrafi tocca agli uffici postali. Si continua a parlare di mobilità sostenibile ma le politiche concrete vanno verso il segno opposto costringendo i cittadini a spostamenti con i mezzi pubblici, sempre più difficoltosi e non capillari sul territorio, oppure, peggio ancora, in auto. La chiusura dell’ufficio postale TO 36 del Pilonetto, in corso Moncalieri 254, priva di un servizio essenziale i residenti di quel quartiere e del Fioccardo. Gli uffici postali più vicini sono in piazza Carducci e a Cavoretto (non facilissimo da raggiungere essendo servito da una navetta GTT e privo di parcheggi).

Ho proposto al presidente della circoscrizione, Davide Ricca, un ordine del giorno che potete leggere sotto da sottoporre alla firma di tutti i componenti della giunta e dei gruppi politici in consiglio. Spero possa andare in discussione nella prima convocazione utile.

L’ordine del giorno è rivolto alla sindaca Chiara Appendino affinché metta in campo tutte le azioni necessarie che vadano verso il mantenimento del servizio.

Ecco il testo


Torino, data del protocollo


ORDINE DEL GIORNO: CHIUSURA UFFICIO POSTALE TORINO 36

PREMESSA

Poste Italiane ha deciso di chiudere dal prossimo primo dicembre 2019 quattro uffici posali in Torino: To36 (corso Moncalieri 254) – To53 (corso Casale 196) – To75 (via Negarville 8) e To78 (Via Verres 1/a).
Su tutto l’asse di corso Moncalieri e di corso Casale e collina resteranno attivi solo due uffici postali, uno in corso Moncalieri 19 (Gran Madre) e l’altro a Cavoretto.
Questa decisione comporterà priverà di un servizio essenziale la popolazione di due quartieri: Fioccardo e Pilonetto, quasi 6.000 abitanti oltre le numerose attività economiche.

Poste Italiane avrebbero dichiarato che i residenti possono recarsi presso l’ufficio postale di Cavoretto, bontà loro.

RITENIAMO

Che la decisione di Poste Italiane di interrompere un servizio fondamentale per i cittadini del Pilonetto e del Fioccardo contrasti con quanto affermato nel codice etico dell’azienda che così recita: “Poste Italiane ritiene fondamentale definire con chiarezza i valori e il ruolo sociale con i quali è in grado di contribuire ai processi di coesione, inclusione e sostenibilità complessiva del territorio e delle comunità di riferimento.” E ancora quando nello stesso codice dichiara: “È impegno connaturato all’identità e alla missione di Poste Italiane assumere un ruolo attivo a sostegno delle necessità del contesto socio – economico in cui opera e della collettività di riferimento. Poste Italiane promuove – in maniera organica e diffusa – programmi di attività relativi a tematiche di inclusione sociale.”

Poste Italiane si dichiara, o meglio si dichiarerebbe, anche sensibile alle politiche rivolte alla sostenibilità ambientale.

PERTANTO

La decisione di chiudere l’ufficio postale To 36 contrasta con i valori dichiarati da Poste Italiane, privando i cittadini, soprattutto anziani e con difficoltà nel muoversi, dei quartiere Fioccardo e PIlonetto di un servizio fondamentale. Aggiungiamo che la chiusura dell’ufficio To 36 si aggiunge alla chiusura dell’anagrafe di corso Moncalieri. Inoltre comporterà disagi agli uffici più “vicini” in particolar modo quello di Cavoretto (anche per la difficoltà di raggiungere il luogo con mezzi pubblici e/o privati).

AGGIUNGIAMO

Che una politica di mobilità sostenibile dovrebbe prevedere per quanto riguarda servizi di utilità pubblica uffici di prossimità, vicini alla comunità.

CHIEDIAMO QUINDI

Alla sindaca Chiara Appendino di mettere in campo con determinazione tutte le azioni necessarie affinché Poste Italiane, in linea con i suoi stessi principi e con quanto sopra considerato, mantenga operativo l’ufficio postale Torino 36.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Capogruppo LeU

Il Presidente della Circoscrizione Otto Davide Ricca

I componenti la giunta della Circoscrizione Otto:

I capigruppo dei seguenti gruppi consiliari:

Un albero con dedica

17799002_10210816169792848_276419351016169150_nUn atto concreto, questo si aspettano dalle istituzioni le decine e decine di migliaia di giovani che si battono per il rispetto del pianeta. Un atto concreto che ciascuna istituzione, dalla più grande alla più piccola, può programmare e mettere in pratica anche da subito. In questo atto consiliare, che parte dal presupposto che “la politica e le istituzioni hanno il compito, morale soprattutto, di lasciare alle nuove generazioni un contesto sociale e urbano migliore di quello che hanno trovato.” chiede che ad ogni nascita in circoscrizione venga dedicato e piantato un albero. Un gesto sia concreto sia fortemente simbolico. Sentivo di doverlo fare e l’ho fatto. Spero venga accolto positivamente.

Ecco il testo della mozione


Torino, data del protocollo


MOZIONE: UN ALBERO PER OGNI NUOVA NASCITA

PREMESSA

Nel 2018 sono nati a Torino 6.037 bambini a fronte di 879.004 abitanti, lo 0,67% della popolazione di tutta la città; nella nostra circoscrizione sempre nel 2018 sono nati 864 bambini a fronte di 127.581 abitanti, 0,67% in linea con la media cittadina. Nel 2007 le nascite furono di 981 in circoscrizione e 8.325 in tutta la città che allora contava 908.129 abitanti e al circoscrizione 135.260.
Riportiamo questi dati, che sicuramente dovrebbero portarci a fare delle riflessioni, per quantificare la proposta oggetto di questo atto consiliare.

Atto consiliare che parte da un presupposto: la politica e le istituzioni hanno il compito, morale soprattutto, di lasciare alle nuove generazioni un contesto sociale e urbano migliore di quello che hanno trovato.

La politica e le istituzioni possono adempiere a questo compito amministrando bene e, anche, lasciando segni tangibili e concreti del loro operato.

Nei mesi in cui il tema ambiente è all’ordine del giorno e appassiona le nuove generazione un segno concreto e tangibile riteniamo possa essere piantare un albero.

Noi crediamo però che debba esserci un legame simbolico, una sorta di passaggio di testimone tra noi e quelle bambine e bambini che nascono nel territorio in cui amministriamo

PERTANTO

Proponiamo che l’ente di prossimità pianti un albero ad ogni nascita dedicandolo al nuovo abitante della circoscrizione in modo che lo faccia suo e quindi lo rispetti rafforzando il legame che ogni cittadino deve avere con il territorio in cui vive.

ESSENDO CONSAPEVOLI

Che le risorse economiche della circoscrizione sono limitate crediamo che si potrebbero attivare raccolte fondi, a cominciare da un gettone di presenza dei consiglieri, e sponsorizzazioni per raggiungere lo scopo di questa proposta. Aggiungiamo che esistono piante, come la paulonia, che hanno prezzi assolutamente accessibili, garantendo una rapida crescita.

CHIEDIAMO QUINDI

Al Presidente e alla Giunta di attivarsi al fine di verificare la proposta oggetto di questa mozione e successivamente informare il consiglio.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Capogruppo LeU

ROM: Il vescovo e l’ordine del giorno

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“Alla mia famiglia basterebbe un pezzo di terra dove mettere la mia roulotte e dove magari si possa coltivare”, a riportare questa richiesta è l’arcivescovo Nosiglia in un un’intervista rilasciata alla stampa ieri, il 26 di settembre. Nell’intervista (potete leggerla qui) sollecita le istituzioni, quindi anche la chiesa da lui rappresentata, ad agire per trovare una soluzione che vada oltre il degrado dei campi.
L’intervista arriva proprio mentre sto per fare protocollare un ordine del giorno sulla questione rom e nomadi. Un ordine del giorno, la cui bozza avevo condiviso con un rappresentate di un’associazione rom, che spero, ma non ne sono certo, venga approvato in consiglio. E spero anche venga riproposto in consiglio comunale.
E’ un ordine del giorno scritto sull’onda delle proteste per le soste di molti camper nel nostro territorio e dopo gli incontri con i vigili urbani che si occupano della questione.
E’ un ordine del giorno che propone semplicemente delle aree attrezzate di sosta, anche videosorvegliate per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei vicini.
Io sono convinto che per tutti i problemi ci siano soluzioni, basta avere il coraggio di attuarle.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:


ORDINE DEL GIORNO: MICRO AREE DI SOSTA ATTREZZATE IN CITTA’ PER ROM SINTI E CAMMINANTI

PREMESSA

E’ ormai qualche mese che sui giornali e sui social si scrive e si parla degli accampamenti di persone in città, presumibilmente rom o sinti e camminanti, in città. La chiusura dei campi abusivi non ha risolto la necessità delle popolazioni nomadi di trovare un luogo dove “accamparsi” e questo costringe gli stessi a sostare in luoghi non idonei e spesso di pubblico utilizzo come i parchi cittadini o i parcheggi normalmente riservati alle auto. Lo stesso codice della strada non prevede il divieto di parcheggio per i camper (che risultano perfettamente in regola come da controlli dei vigili urbani), ma solo il divieto di emettere fumi. 
Il sostare di queste popolazioni provoca aspetti deleteri da diversi punti di vista, ne soffre il decoro urbano e si acuiscono le tensioni sociali e i pregiudizi su quelle popolazioni.

Noi crediamo che l’amministrazione, a livello locale, regionale e statale, debba mettere in campo soluzioni e risorse rivolte all’integrazione e all’accoglienza di queste popolazioni tenendo conto che in parte si tratta di cittadini italiani e le stime rilevate da associazioni e ministero interni non rilevano grandi numeri. Rom sinti e camminanti sarebbero in tutta Italia dai 130.000 ai 170.00.

Noi crediamo che non si possa agire con ordinanze che si limitano a vietare la sosta in determinati luoghi, in quanto questo (il metodo ordinanza) sposta il problema da una zona della città ad un’altra e non lo risolve. Occorre invece che, come fatto in passato e come si sta facendo in altri contesti geografici (Emilia Romagna per esempio), si individuino e si allestiscano aree soste attrezzate, non di grandi dimensioni, provviste anche di servizi igienici ed eventualmente anche di videosorveglienza per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei “vicini”.

Le aree attrezzate potrebbero anche essere autogestite e/o curate da associazioni che possano fare mediazione culturale con le popolazioni rom e sinti al fine di favorire l’accoglienza, la scolarizzazione dei minori ed un eventuale passaggio ad una soluzione abitativa stanziale.

Le aree attrezzate dovranno essere individuate con il contributo delle circoscrizioni e delle associazioni del territorio che dovranno anche interagire con gli abitanti al fine di prevenire eventuali conflitti.



RICORDIAMO

Che la Costituzione tutela le minoranze linguistiche e religiose.

CHIEDIAMO QUINDI

Alla sindaca Chiara Appendino, all’assessora alle politiche sociali e vice sindaca Sonia Schellino e all’assessore Marco Giusta che coordina le politiche per la multiculturalità e integrazione dei “nuovi cittadini” di

1) fare propria la proposta in premessa;

2) di ricercare (bandi europei o ministeri) e stanziare i fondi necessari;

3) di attivarsi con le circoscrizioni al fine di realizzarla con l’urgenza che il tema richiede.

Gli irreperibili e l’anagrafe

Non lo sapevo fino a pochi giorni fa che esistesseIMG-9414 la condizione di irreperibilità. Irreperibili sono coloro che vengono cancellati dall’anagrafe dopo un paio di accertamenti. Essere irreperibili vuol dire essere privi di documenti validi, sconosciuti, invisibili.
Vi racconto una storia, per esemplificare, così come mi è stata raccontata da chi è sul fronte dell’aiuto alle persone fragili. 

“Un nostro Amico senza dimora si è presentato al Servizio Sociale territoriale nella Circoscrizione di residenza prima di lasciare la casa dove viveva.

Intendeva chiedere aiuto nella sua situazione di totale precarietà: ha perso il lavoro, ha perso la casa e la residenza, ha perso la carta d’identità, ha in mano solo la denuncia di smarrimento.

Il Servizio territoriale lo ha inviato al “Servizio Adulti in difficoltà”, servizio sociale centrale per chi non ha più dimora (ora ha una denominazione più articolata, centrata sulla parola “fragilità”).

Lì gli è stato detto che non vengono presi in carico gli “irreperibili”. Solo quando la persona esce dalla condizione di “irreperibilità” pagando la sanzione di più di 40 euro (47, ora pare scesa a 42), può fare richiesta di residenza fittizia in via Casa Comunale.

Quindi con modalità e soluzioni proprie, la persona senza dimora deve procurarsi il denaro per la sanzione, per le foto e per la carta d’identità (se chiede quella elettronica siamo sui 23 euro, se invece chiede l’urgenza della versione cartacea, con forti limitazioni, la spesa è tra i 10 – 15 euro). Per chi non più un centesimo in tasca, queste sono cifre importanti. In più la persona non verrà presa in carico prima della risposta effettiva alla richiesta di residenza fittizia, con tempi anche di mesi.

Ecco una delle situazioni che più volte abbiamo già affrontato. Noi chiediamo sempre la certezza del passaggio ai Servizi Sociali. Se la persona ci sa dire con chi ha parlato, comunichiamo direttamente con l’operatore per verificare lo stato delle cose. Se poi non sono “possibili” interventi da parte dell’ente pubblico, come in questo caso, interveniamo sostenendo la persona nelle spese. Avere il proprio documento di identità è una reale necessita. Non averlo nega diritti oltre che doveri.”

Ecco questo è il racconto, copiato e incollato. Non ho aggiunto niente.

Un racconto che mi spinge, anche moralmente, soprattutto moralmente, a chiedere con un ordine del giorno che la reiscrizione all’anagrafe e la carta di identità sia gratuita e che abbia un canale privilegiato che accorci i tempi.
Anche se non sono VIP (very important person). Sono persone fragili e abbiamo il dovere di renderle meno fragili.

Non aggiungo altro perché se dovessi aggiungere vorrebbe dire che siamo messi peggio di quanto stiamo. E sarebbe drammatico.

Di seguito l’odine del giorno rivolto alla sindaca e agli assessori competenti.


Torino, data del protocollo

ORDINE DEL GIORNO: CONDIZIONE DI IRREPERIBILITÀ’ E COSTI

PREMESSA

A fronte di accertamenti all’ultimo domicilio di residenza e constata la non reperibilità si può essere cancellati dall’anagrafe cittadina. Questo capita soprattutto a persone con fragilità economica, psichica, familiare e a migranti. La cancellazione porta alla condizione di irreperibili, i documenti non sono più validi e si è privi di assistenza. Di fatto invisibili.
La reiscrizione comporta il pagamento di un costo oltre i 40 euro e in alcuni casi, per smarrimento per esempio, il rifacimento della carta di identità che comporta un ulteriore costo e lunghe attese.

PERTANTO

Ritenendo superfluo ricordare la storia sociale di questa città, ma segnalando solo l’urgenza di correggere questa anomalia ingiusta adeguandosi a quanto altri comuni hanno già deliberato

CHIEDIAMO

Alla sindaca, agli assessori competenti che per tutti coloro i quali si trovino nella condizione di irreperibilità:

  1. che venga azzerato il costo relativo alla reiscrizione anagrafica;
  2. che l’eventuale rifacimento della carta di identità sia a costo zero;
  3. che i tempi di attesa, in questi casi, siano ridotti e la pratica abbia carattere di urgenza;

Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo Liberi e Uguali

Proposta di riforma sistema elettorale per le circoscrizioni

circo-otto-800x300E’ il mio ultimo mandato come consigliere di circoscrizione, ma questo non vuol dire che mi “rilasso” e non penso a chi arriverà dopo di me. Anzi.

Come forse sapete è stata istituita una commissione comunale dedicata al decentramento, una commissione che ha lo scopo di rivedere l’ultima riforma, quella del 2106, che ha visto l’istituzione delle commissioni di quartiere e la riduzione delle circoscrizioni da dieci a otto in una prima fase (quella attuale) e da otto a cinque a partire dalla prossima amministrazione.

Sulle commissioni di quartiere ho presentato una proposta (la leggete qui) che sarà discussa questa sera. Oggi porterò al protocollo una proposta, scritta insieme a Giovanni Pagliero, che chiede un nuovo sistema elettorale per le circoscrizioni. Riteniamo necessaria la riforma proprio alla luce della riduzione delle circoscrizioni, l’attuale sistema elettorale non garantisce la rappresentatività dei quartieri, soprattutto quelli con minori abitanti o non “organizzati” nella raccolta delle preferenze. Le circoscrizioni avranno da un minimo di quattro quartieri a sei, ricordo che i quartieri in città sono 23, ed è nello spirito del decentramento garantirne la rappresentanza. Altrimenti ci sarebbe un difetto di democrazia.

L’altra questione è legata all’elezione del presidente di circoscrizione. Il presidente di circoscrizione è “indicato” e non eletto, la sua nomina è poi deliberata dal consiglio, consiglio che potrebbe anche, per accordi trasversali o “altro”, non confermarla. Noi pensiamo che questa anomalia vada corretta e sia rispettata la volontà popolare.

Non sono questioni da poco, come non è una questione da poco quella dei coordinatori. Sono solo quattro e con il numero di abitanti, la vastità del territorio da amministrare e la riduzione del personale non sono un numero adeguato. A me piacerebbe una giunta di sei coordinatori e con valenza esterna, nel senso che non fanno parte del consiglio. Questo darebbe più dignità a consiglio e giunta e separazione effettiva dei ruoli. Come in consiglio comunale. Spero si apra una discussione seria su questo punto e presto.

Vi faremo sapere.

Di seguito l’ordine del giorno


Torino, data del protocollo



Ordine del giorno: Riforma del sistema elettorale circoscrizionale

PREMESSA

La riforma del decentramento entrata in vigore nel 2016 ha ridotto il numero delle circoscrizioni da dieci a otto, in questa consigliatura, per passare definitivamente a cinque nella successiva (2021).
La riduzione del numero delle circoscrizioni comporta aree territoriali molto vaste e con un considerevole numero di abitanti. La circoscrizione otto, per fare un esempio, comprende quattro quartieri per un numero di residenti intorno ai 130.000.
Noi riteniamo, proprio nello spirito del decentramento e nel ruolo dell’ente di prossimità, che a fronte della riduzione delle circoscrizione debba essere garantita la rappresentanza dei singoli quartieri, naturalmente proporzionata al numero degli abitanti.

L’attuale legge elettorale questo non lo prevede, così come non prevede l’elezione diretta del presidente. Il presidente viene indicato agli elettori, ma la sua elezione viene confermata da una delibera di consiglio.

Noi crediamo necessaria una riforma del sistema elettorale circoscrizionale in modo da garantire che la scelta del presidente sia legata all’elezione dello stesso e venga garantita la rappresentanza dei quartieri in consiglio attraverso l’istituzione di colleghi elettorali di quartiere

Chiediamo pertanto

Alla sindaca, ai componenti della giunta comunale e alla commissione decentramento di deliberare una riforma del sistema elettorale come dai punti 1 e 2 esposti in narrativa.



Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo LeU

Secondo firmatario: Giovanni Pagliero – capogruppo Torino in comune 

Le panchine di piazza Nizza

IMG-9003Di seguito la mia interpellanza sulla “sparizione” della panchine in piazza Nizza. Può sembrare una cosa da nulla, ma quelle panchine erano luogo di aggregazione e di chiacchiera o di attesa del turno per rifornirsi di acqua dalla casetta SMAT. Ricordo che quella casetta è la più utilizzata della città. Non dico premiarci, ma almeno lasciare le panchine o dirci il perché.


Torino, data del protocollo

INTERPELLANZA: PANCHINE RIMOSSE IN PIAZZA NIZZA

PREMESSA

Sono state rimosse due panchine nei pressi della casetta dell’acqua SMAT in piazza Nizza, le panchine furono poste quando vennero riqualificati piazza e mercato. La rimozione delle panchine priva i residenti (molti anziani) e gli utenti della casetta dell’acqua di un luogo di aggregazione sociale molto frequentato. Aggiungiamo che anche le panchine lato mercato andrebbero riparate.
Si ricorda che la casetta dell’acqua di piazza Nizza è la più utilizzata della città, inoltre nella piazza non esistono altre panchine o aree attrezzate.

INTERPELLIAMO QUINDI

Il coordinatore alla IV commissione per conoscere le motivazione in merito alla disinstallazione delle panchine, i tempi di ripristino e se e quando ripareranno le panchine lato mercato.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – LeU