Augusto Montaruli

Le interviste possibili: Mimmo Carretta

Che noia mortale la musica andina, cantava Lucio Dalla. Che noia mortale gli articoli delle cronache torinesi sulle prossime elezioni amministrative, dico io che non sono Lucio Dalla e che la musica andina da ragazzo ascoltavo commuovendomi, ma questa è un’altra storia direbbe il famoso scrittore. La storia di adesso è un’intervista a Mimmo Carretta, segretario metropolitano del PD torinese, e di un mio commento su Facebook: “Si però che noia mortale queste interviste fotocopia quasi quasi te ne faccio una io”. E Daje, mi ha risposto Mimmo. E damose, dico io ed eccoci qua con qualche domanda.

Caro segretario, le domande che vi fanno girano intorno a due o tre questioni: le primarie, le alleanze e il tormentone con i 5 stelle sì oppure no? Le fanno a tutti sperando di sollevare polemiche e contrapposizioni. Non credi che le alleanze andrebbero cercate e fatte, soprattutto con gli elettori?

E’ interessante il tema che poni. La politica se vuole riconquistare quella centralità che ha smarrito deve sicuramente sforzarsi di cercare un rapporto più stretto, più sincero con gli elettori. Ma per farlo, per instaurare un legame di fiducia con i propri militanti, con i cittadini, con i partiti, con tutti quelli che decidono di dare un contributo è sempre  bene delineare il campo e definire  quelle che un tempo si sarebbero chiamate regole d’ingaggio. é sempre bene partire da un terreno comune fatto di valori, idee, speranze. un terreno comune che rende il percorso di cui parlavi, più chiaro, più semplice. In questo periodo, l’allargamento e il rapporto con la città passa attraverso il programma. Le facce le idee che dicono chi siamo, cosa vogliamo, dove vogliamo andare. Per fare questo lavoro bisogna ascoltare, raccogliere, mettersi in sintonia con i cittadini. Bisogna cioè saldare un’alleanza più intima con gli elettori e mettere in campo una squadra che non può essere solo il risultato di alleanze studiate a tavolino ma il risultato di qualcosa di più complesso. Detto questo la convergenza dei partiti, dei movimenti verso un progetto comune è sempre un bel segnale 

Agli elettori presenterete un programma che dirà ripartiamo da dove abbiamo lasciato o si immaginerà una città nuova, ripensata alla luce di cosa è successo in questi mesi e a quell’orologio che dice che restano pochi minuti alla fine? 

La città ha bocciato già una volta il “dove abbiamo lasciato”. la spinta propulsiva delle giunte Castellani, Chiamaprino Fassino si era esaurita e noi nel 2016 non l’abbiamo capito. Abbiamo cioè  riproposto una vecchia ricetta che non era più sostenibile, non era più digeribile da una città che dal punto di vista demografico, sociale, economico non era più quella di ventanni prima. Quella di oggi è diversa anche alla Torino del gennaio del 2020,  quindi ricette nuove, interventi strutturali per ridisegnare Torino. Dobbiamo trasformare il distanziamento fisico in opportunità, valorizzare quella prossimità di persone, di servizi, nei trasporti, nel lavoro che genEra appunto opportunità nuove. Una sfida complicata, ma la generazione covid, quella che ha visto cancellare un passato che non tornerà più, dovrà farsi trovare pronta. 

Mi dici una cosa positiva, non te ne chiedo di più perché tanto non le diresti, che lascerà l’amministrazione Appendino?

Sono sarcastico: spero, la consapevolezza nei cittadini che per governare ci vogliono competenza e capacità di ascolto e che uno non vale uno: aL lavoro, a scuola, in politica.  

Mimmo, cosa vuol dire candidato di sintesi? Uno buono per tutti o uno bravo a gestire una squadra e rappresentativo di un programma? Faccio un esempio, se la vocazione della città è diventare città universitaria e della cultura penso ad un certo profilo di candidato, se è la riqualificazione urbana e lo sviluppo tecnologico ad un altro. 

Innanzitutto  bravo a gestire una squadra. Una squadra di manovali che dovra ricostruire dalle fondamenta. Cultura, lavoro, vocazione universitaria, assistenza sono tessere di un puzzle complesso, articolato.  Quello che abbiamo davanti è uno sforzo collettivo, non servono primedonne o salvatori della Patria, servono persone umili consapevoli di avere davanti uno sforzo immane  C’è bisogno di equibrio, capacità di dirigere, interagire.  

La consiliatura in corso ha visto cose strane nel PD, persone elette nel PD fare campagna elettorale per Fratelli d’Italia, alcuni finirci proprio, passare dal PD a moderati e poi liste civiche. Io stesso ne sono uscito restando però, come dire, amico leale. In consiglio comunale c’è il caso Scanderebech. Cambierà il criterio di selezione dei futuri candidati?

La selezione della classe dirigente, o meglio la mancata selezione della classe dirigente è uno dei mali peggiori della politica. Dobbiamo imparare a dire no, a dispensare con più energia quei no che aiutano a crescere: i singoli, la comunità. Vuoi fare il consigliere regionale? Mi dispiace non sei pronto, matura e fai gavetta, ci vediamo tra qualche anno.  Invece abbiamo travolto, tutti,  i corpi intermedi di sì. Sì a chiunque, a prescindere e in tempi rapidi. Poi ci mancava la buriana dell’antipolitica che ha svilito ancora di più i percorsi virtuosi. Per rimetteresi in linea c’è bisogno di resituire autorevolezza ai gruppi dirigenti e di affidarsi alle loro scelte.  C’è bisogno di “premiare”. Strappiamo alle destre il valore della meritocrazia, che è un valore di sinistra nato nell’800 per scardinare il baronaggio. 

Questa è una città che soffre, ci sono gli ultimi e gli ultimissimi. Durante il lockdown è stato necessario portare cibo alle famiglie. Saranno, gli ultimi e gli ultimissimi, uno dei temi del programma elettorale?

La questione sociale deve attraversare come una lama tutte le riflessioni, le soluzioni  che penseremo dimettere in campo per ogni ambito. La situazione è allarmante, la città rischia di spaccarsi in due, in tre in quattro.  Bisogna proteggere, salvare il salvabile ricostruire un nuovo modo scusa la brutalità del termine di” assistere”, negli ultimi anni gli slogan si sono frantumati con la realtà. Quando dico ogni ambito, dico proprio ogni ambito. Pensiamo ad esempio a un tema che può sembrare anni luce distante dalla questione sociale: i trasporti. garantire a tutti la possibilità di spostarsi, di vivere, di respirare, di interagire, passa anche attraverso riflessioni strutturali sulla riorganizzazione del trasporto pubblico e non solo. Tutti dovranno godere del diritto di muoversi ……

Avrei tantissime altre domande da farti ma non ti disturbo oltre, fa ancora caldo e poi io sono in vacanza e sto (ri)leggendo Gianni Mura che racconta di ciclismo dove i campioni senza una squadra forte, capace di sacrificarsi, non sarebbero stati mai campioni.
Vado a finire di leggere Gianni Mura. Un abbraccio e ricordati di quella suora che racconta Bruce.

Ps: non ti ho chiesto dei 5 stelle… posso dirti cosa penso io: si facciano prima una bella scissione, alcuni di qua altri di la e poi ne parliamo. In fondo una scissione non si nega a nessuno. 

 

Il 25 Aprile e la scatola delle scarpe

 

Un giorno con un amico, ridevamo tra noi mentre andavamo in bici, e ci ha fermati un soldato: “ ma cosa avete da ridere?” E il mio amico che rideva più di me l’hanno portato in caserma. Il padre quando l’ha saputo è andato a tirarlo fuori, ma io poi non sono più andato a Torino. Quando avevo 17 anni e mezzo mi è arrivata la cartolina e ho detto a mia mamma che non mi presentavo: andavo in montagna.

Giovanni Tonello lo avevo conosciuto qualche anno fa quando Raffaele Scassellati mi chiese di andare a prendere un partigiano per portarlo a Cavoretto per le celebrazioni del 25 Aprile.  A Cavoretto Giovanni era con le autorità insieme ad un altro partigiano a rappresentare la storia.

Quando lo riaccompagnai a casa mi chiese di andarlo a trovare perché voleva farmi vedere una scatola che conservava.

Feci passare qualche giorno e poi gli telefonai dicendogli che quella scatola la volevo proprio vedere. 

Era una scatola che aveva contenuto delle scarpe e ora conservava ricordi. 

Una vita di ricordi fatta di tessere e fotografie. Le tessere del PCI e dell’ANPI, le fotografie del Giovanni ciclista nella squadra dell’ANPI, le fotografie del Giovanni partigiano e militante. Delle sfilate al Primo Maggio subito dopo la guerra. 

Ora Giovanni non c’è più e quella scatola non so dove sia, a me è rimasta qualche fotografia e qualche frammento di video che doveva raccontare una storia. Una storia quella di Giovanni che sarebbe un romanzo. Molto popolare. Figlio di mezzadri veneti costretti a trasferirsi in Piemonte durante la guerra per trovare altri padroni,  magari più umani. Giovanissimo lavora da muratore a riparare case e fabbriche bombardate in San Salvario: da Lombardore a Torino, andata e ritorno in bicicletta, di corsa per arrivare prima del coprifuoco e con l’ansia al posto di blocco. La scelta di andare in montagna a “fare il partigiano” tra la Francia e il Piemonte perché non voleva arruolarsi nella brigate della repubblica sociale.

Finita la guerra il lavoro in fabbrica, alle Ferriere. Licenziato perché comunista si improvvisa gelataio ambulante: “ho dovuto smettere, erano più quelli che regalavo ai bambini che non potevano comprarlo di quelli che vendevo”. Infine gestisce un negozio di frutta e verdura alla Falchera. Poi la pensione, quel minimo per tirare avanti e aiutare la sorella.

Una storia quella di Giovanni che è comune a tanti protagonisti “minori” della Resistenza senza i quali non sarebbe stata Storia. Grazie Giovanni per aver aperto quella scatola.

 

 

 

Riforma decentramento: comunicato congiunto

Di seguito il comunicato congiunto segreteria metropolitana Articolo Uno e gruppo consiliare LeU della circoscrizione otto.

Condividiamo l’accordo tra maggioranza e minoranza siglato in commissione decentramento che ha deciso di non proseguire con il taglio delle circoscrizioni previsto dalla precedente amministrazione.

Crediamo però non sia sufficiente lasciare le cose così come sono, è necessario andare oltre.

Noi siamo convinti che occorra ridefinire la geografia delle attuali circoscrizioni riposizionando quartieri e zone statistiche,  c’è troppa disomogeneità per numero di abitanti e dimensioni geografiche. Una questione da affrontare è la competenza territoriale delle zone auliche che potrebbero essere estrapolate dalla geografia circoscrizionale.

Un’altro aspetto da riformare è il numero dei coordinatori che dovrebbe passare dagli attuali quattro a sei, tornando a quanto era in vigore prima della riforma. I coordinatori non sono assessori con una indennità, troppe deleghe non sono gestibile in modo adeguato soprattuto se si ha un’attività lavorativa o un percorso di studi da frequentare.

Una forte attenzione andrebbe riposta sulla questione competenze delegati agli enti di prossimità che a nostro parere non dovrebbero essere conflittuali con quelle dell’ente centrale. 

Riteniamo anche che è da ripensare la questione partecipazione rendendola uno strumento di supporto all’attività del consiglio e della giunta circoscrizionale.

E’ necessario una riforma elettorale che garantisca a tutti i quartieri facenti parte della circoscrizione sia garantita la rappresentanza in consiglio.

Infine occorre realizzare quella promessa fatta dalla scorsa amministrazione che prevedeva per ogni quartiere ufficio dedicati alla relazione con la cittadinanza, URP di quartiere.

Segreteria cittadina Articolo 1 e gruppo LeU circoscrizione otto

#iononpossorestareacasa gli irreperibili

Mentre i miliardari si rifugiano in bunker con palme e spiagge private qualcuno non ha la possibilità di avere un letto un pasto caldo o una doccia. Sono in contatto con chi si occupa degli ultimi (anzi ultimissimi) e con parole che mi hanno commosso mi ha raccontato la situazione. E’ una conversazione privata, non credo sia giusta riportarla qui, ma vi prego di credermi la situazione è davvero drammatica. 

Una situazione alla quale in parte, piccola per carità, si potrebbe trovare un rimedio consentendo a una parte di queste persone (esseri umani) di intraprendere un percorso con i sevizi sociali. Quel rimedio si chiama carta di identità. Senza quel documento non è possibile e si è tecnicamente e umanamente “irreperibili”. Fantasmi. Ma quella carta di identità costa oltre 40 euro!

Lo scorso anno avevo presentato un ordine del giorno che chiedeva la gratuità e un percorso dedicato: Alla sindaca, agli assessori competenti che per tutti coloro i quali si trovino nella condizione di irreperibilità:1) che venga azzerato il costo relativo alla reiscrizione anagrafica; 2) che l’eventuale rifacimento della carta di identità sia a costo zero; 2) che i tempi di attesa, in questi casi, siano ridotti e la pratica abbia carattere di urgenza.

L’ordine del giorno fu approvato e in seguito ripreso dal consigliere comunale del PD Mimmo Carretta e discusso in commissione. Ora è in attesa di essere messo all’ordine del giorno di una seduta consiliare per la discussione e la votazione.

L’ordine del giorno fu approvato il 3 luglio del 2019, l’atto di Mimmo Carretto discusso con l’assessore al patrimonio ai primi di ottobre del 2019. Una vita fa per persone che continuano ad essere fantasmi.

Io credo che la sindaca e la giunta abbiano il dovere morale di intervenire e accogliere le nostre richieste.

Altrimenti sono dei Boris Johnson!

#iorestoacasa #iononpossorestareacasa

Interpellanze a confronto Montanari Vs Iaria

Sulle opere di riqualificazione del territorio della circoscrizione otto ci sono stati consigli aperti, commissioni comunali e circoscrizionali, conferenze stampa e interpellanze per conoscere formalmente lo stato dell’arte. Tutte le opere di riqualificazioni risalgono, e sono, per inciso e per esercizio di memoria, state avviate dalla giunta Fassino. L’interlocuzione quindi con l’ente centrale si è avviato dalla precedente giunta. Ma è questa quella che avrebbe dovuto, non dico realizzare, ma almeno presentare uno stato di avanzamento concreto.

Invece.

Sono passati quasi quattro anni dall’insediamento della giunta Appendino e si sono avvicendati due assessori all’urbanistica che probabilmente lasceranno pochi ricordi nei cittadini torinesi, sicuramente nessuno in quelli della circoscrizione otto.

A dimostrarlo un confronto fra le risposte a due interpellanze che abbiamo presentato proprio sul tema riqualificazioni: la prima interpellanza (il sottoscritto primo firmatario) è del 2018 la cui risposta arrivò nel gennaio 2019; la seconda (Paola Parmentola prima firmataria) è datata gennaio 2020 e la risposta è di pochi giorni fa. 

Continuiamo ad essere sul “faremo”, “le pratiche sono in fase di istruttoria”. Ciò che sicuramente è aumentata è la sintesi nelle risposte, ad onor del vero il precedente assessore qualche sforzo in più nel dettagliare la risposta lo metteva.

Di seguito il confronto tra le due interpellanze per sito da riqualificare.

Nella prima interpellanza mancava la questione Campus e Biblioteca Centrale, per consentire un confronto abbiamo inserito una dichiarazione ufficiale dell’allora assessore Montanari.

Buona lettura

Risposta assessore Montanari – Gennaio 2019 Risposta assessore Iaria – Febbraio 2020
Scalo Vallino
L’area è di proprietà di NovaCoop, e la situazione attuale vede in fase di definizione il Piano di Bonifica dell’area; è stato contestualmente presentato il PEC, attualmente in fase di istruttoria. L’area verrà utilizzata dalla proprietà per la realizzazione di una media struttura di vendita, di una piazza coperta con piccolo commercio in affaccio su di essa, di alcuni edifici residenziali e di alcune strutture di residenza universitaria, il tutto nel contesto di un progetto urbano di continuità con le strade limitrofe e la creazione di spazi pedonali protetti.
Procedono inoltre i lavori per la realizzazione della contigua sede universitaria di BioTeconologie, e il completamento dell’area prevederà, in direzione di via Lugaro, la creazione da parte di Iren di un polo tecnico del teleriscaldamento con un mascheramento costituito da spazi verdi percorribili.
L’area, di proprietà della società NovaCoop, è destinata a radicale trasformazione. I proponenti hanno presentato istanza di PEC, e attualmente le pratiche sono in fase di istruttoria.
Caserma Lamarmora
La caserma, di proprietà di CDPI Sgr, è attualmente oggetto di un progetto per la sua riqualificazione ad opera dello Studio Carlo Ratti Associati. Le finalità dell’intervento prevedono alcune demolizioni, la realizzazione di una piazza alberata in collegamento con corso Quintino Sella e il riutilizzo delle caserme a fini residenziali, commerciali e culturali. In tale contesto, è prevista la cessione della cosiddetta “palazzina 5” alla Città, al fine di realizzare un luogo della memoria fruibile da parte della cittadinanza e in particolare dai giovani, in accordo con le associazioni che si occupano di storia e memoria del Novecento.
Il PEC è stato presentato ed è in fase di approvazione attraverso le valutazioni degli Uffici della Città. Si è inoltre conclusa la pre-istruttoria per la verifica della assoggettabilità a VAS.
Il complesso, di proprietà della società CDP investire Sgr, è allo stato attuale oggetto di un PEC in fase di istruttoria da parte degli uffici della Città per la parti di propria competenza.
Palazzo del Lavoro
L’Accordo di Programma con Moncalieri per nuova rotonda su Largo Maroncelli ha ottenuto il parere favorevole dalle Giunte di Torino e Moncalieri, ed è stata sottoscritta la relativa modifica all’Accordo di Programma in data 4 dicembre 2018.
E’ in corso una modifica dei criteri commerciali per la perpetrazione dell’addensamento A” (con successiva Variante PRG di recepimento) da parte della Regione Piemonte. Si sta inoltre elaborando il progetto di gestione delle terre da scavo e delle bonifiche dell’area.
L’immobile, di proprietà Pentagramma e vincolato dal MIBACT, è stato oggetto nel corso degli anni di numerosi tentativi di trasformazione, con una variante al PRG bocciata dal TAR e dal Consiglio di Stato. Attualmente vi è un PEC in fase istruttoria, e dovranno essere modificati i criteri commerciali perdio essere recepiti con Variante al PRG. Si comunica inoltre che è stato attivato un Protocollo di Intesa con Città Metropolitana e ARPA per la caratterizzazione ambientale in contraddittorio.
Corso Marconi
A seguito della revoca del progetto del parcheggio interrato, un ripensamento e ridisegno dell’intero corso Marconi verrà studiato e discusso con la cittadinanza e la Circoscrizione, in un contesto però di ridotte risorse economiche. L’area di corso Marconi rientra nelle ampie progettualità del Collegato Ambientale e del progetto “Torino Mobility Lab – Progetto di mobilità sostenibile del quartiere di San Salvario”, vincitore di un apposito finanziamento ministeriale nell’anno 2017. Il progetto prevede la realizzazione di azioni tra loro coordinate per”favorire la mobilità alternativa al veicolo provato, con una particolare attenzione pregi spostamenti sistematici casa/lavoro e casa/scuola”. E’ attualmente in corso di attuazione un percorso di progettazione partecipata mirato “al miglioramento della mobilità sia casa/scuola che casa/lavoro attraverso lo sviluppo di processi partecipativi ed educativi nelle scuole per la redazione e realizzazione dei Piani diMobilità Scolastica Sostenibile […], la messa in sicurezza delle aree intorno cui plessi scolastici”, in qualità di azione di accompagnamento e comunicazione sociale delle iniziative.
Arcate ex MOI
Il complesso delle Arcate ex MOI è suddiviso, a livello di proprietà, fra la città di Torino e in piccola parte il CONI. La parte di proprietà della Città è stata a sua volta concessa attraverso la Fondazione XX marzo in parte a Parcolimpico Srl e in parte ai due atenei di Torino, Università di Torino e Politecnico di Torino, al fine di realizzare un polo di ricerca congiunto. L’area in base al P.R.G. vigente, è destinata a “Attività di Servizio” con 25% di A.S.P.I. (Attività di Servizio alle Persone e alle Imprese). In data 20 giungo 2015 è stata stipulata una apposita Convenzione volta a regolare, ai sensi dell’arti. 19 c. IV delle N.U.E.A. del P.R.G., i rapporti patrimoniali per la parte di compendio nella disponibilità dell Città, nonché l’utilizzo e la realizzazione di un centro di didattica e ricerca da parte del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino, sull’intero complesso immobiliare . La Convenzione, tuttora vigente, ha validità di trent’anni (30) a decorrere dalla data di sottoscrizione della stessa, ma a seguito della nota formale della Città agli Enti Concesori, volta a sollecitare l’adempimento degli obblighi convenzionali, è giunta la comunicazione dell’Università di Torino di voler recedere dalla Convenzione in essere. Attualmente sono in corso, pertanto, interlocuzioni con i medesimi Enti finalizzate alla risoluzione consensuale della predetta Convenzione. Per avviare il progetto di riuso e riqualificazione delle Arcate attraverso l’utilizzo dei fondi post-olimpici, Fondazione XX Marzo ha incaricato la Società di Committenza Regionale (SCR) a indire un primo appalto per la messa in sicurezza, la compartimentazione e la realizzazione di nuovi impianti tecnici del complesso edilizio, con una previsione di lavori della durata di circa 2 anni. Sino alla consegna del cantiere per i lavori appaltati, il Politecnico manterrà il servizio di vigilanza oggi operante. Parallelamente all’esecuzione dei lavori appaltati, la Città procederà, previo accordo con Parcolimpico srl e in collaborazione con la Circoscrizione e con eventuali altri sotggetti e enti, all’individuazione di nuove destinazioni d’uso con uno i più concessionari per l’utilizzo dell’insieme del complesso Arcate ex MOI. Le arcate, di proprietà della Città e in parte del CONI, e concesse in buona parte alla Fondazione Parcolimpico, sono attualmente oggetto di lavori di manutenzione straordinaria per la parte che si affaccia si via Giordano Bruno, Tali lavori, eseguiti ad opera della società regionale SCR, sono prodromi ad una messa a bando di tali spazi.
Torino Esposizioni
“Si tratta di un intervento straordinario quello che coinvolgerà Torino Esposizioni, connotando sempre di più, una volta compiuto, il capoluogo piemontese come una tra le più accoglienti città universitarie – ha sottolineato il vicesindaco Guido Montanari -. Siamo dunque ben lieti di salutare l’avvio del progetto di fattibilità che ridefinirà una parte importante e delicata del territorio cittadino, molto apprezzata dai torinesi, all’interno di un parco secolare.  Per la creazione del campus urbano e del polo culturale, ci attende la sfida di una riqualificazione innovativa, nel rispetto della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. In una visione che prefigura il volto di una Torino accogliente e aperta al mondo dove è confortevole e piacevole formarsi e vivere”.

Dichiarazione dell’allora assessore e vice sindaco su Campus e biblioteca a Torino Esposizioni. Al via lo studio di fattibilità

Pubblicato il: 11 Ottobre 2017 In: Torino Cambia sul sito TorinoClick

Le interlocuzioni con il Politecnico in merito al cosiddetto “Campus del Design” prevedono l’insediamento di spazi per la didattica e per altre funzioni universitarie presso il padiglione Morandi. La nuova biblioteca civica costituisce una importante progettualità della Città e però, allo stato attuale, non sono state individuate adeguate risorse nel Bilancio della Città.

 

Risposta sugli alberi e i bambini

L’assessorato all’ambiente (semplifico) ha inviato la risposta alla mia interpellanza sul rispetto della legge n. 10 del 14 gennaio 2013 che prevede la messa a dimora di un albero per ogni nascita e/o adozione e all’ordine del giorno che chiedeva “che la piantumazione dell’albero avvenga in concerto con le circoscrizioni dando carattere di territorialità all’applicazione della legge dedicandolo con la posa di una targa al nuovo abitante della circoscrizione in modo che lo faccia suo e quindi lo rispetti rafforzando il legame che ogni cittadino deve avere con il territorio in cui vive.”

La risposta, che allego integralmente qui, dopo una serie di considerazioni dichiara che il comune di Torino non è in grado per ragioni tecniche ed economiche di rispettare la legge. Inoltre nel conteggio delle piantumazioni vengono assimilati agli alberi anche gli arbusti perenni (cespugli, roseti, siepi…).

La tabella inclusa nella risposta riporta i dati dal 2015 al primo semestre 2019. Riporto qui che nel 2018 a fronte di 6.037 nascite sono stati piantati 2.037 alberi e 6.841 arbusti perenni. E’ evidente che, pur comprendendo le ragioni tecniche ed economiche, la legge non viene rispettata.  Viene naturale allora chiedersi il perché di questa legge. Perché? 

I dati e il non rispetto della legge danno, a mio parere, maggiore senso alla mia proposta inserita nell’ordine del giorno che chiedeva il coinvolgimento delle circoscrizioni nell’individuazione degli spazi dove mettere a dimora gli alberi. Anche qui la risposta è negativa perché si limitano in assessorato sottolineare la non fattibilità della posa di una targa ignorando lo spirito della proposta “in concerto con le circoscrizioni…  in modo che lo faccia suo e quindi lo rispetti rafforzando il legame che ogni cittadino deve avere con il territorio in cui vive.”
Capisco che se rispondono dei tecnici la risposta è tecnica, mi sarei aspettato una riflessione politica, ma pare non sia prevista.

In sostanza: cespugli invece di alberi e tutto rimane come prima.

Peccato, perché di alberi ne avremmo un gran bisogno.