Augusto Montaruli

In caserma si suona il silenzio: interpellanza sulla caserma Lamarmora

Dopo oltre un anno torniamo a chiedere notizie sullo stato della riqualificazione della caserma Lamormora di via Asti. Una riqualificazione partita con la precedente giunta (Fassino) e poi gestita dall’attuale. 

Di seguito l’interpellanza

Torino, data del protocollo

Interpellanza articolo 45: In caserma si suona silenzio?

PREMESSA

Se ne parlò molto della ex caserma Lamarmora di via Asti, ci furono molte riunioni, si attivarono gruppi di lavoro, furono mostrati rendering.

Ricevemmo risposte alle nostre interpellanze rivolte prima all’assessore Montanari e poi all’assessore Iaria. Risposte che riportiamo qui

Dall’assesore Montanari ricevuta a gennaio 2019

La caserma, di proprietà di CDPI Sgr, è attualmente oggetto di un progetto per la sua riqualificazione ad opera dello Studio Carlo Ratti Associati. Le finalità dell’intervento prevedono alcune demolizioni, la realizzazione di una piazza alberata in collegamento con corso Quintino Sella e il riutilizzo delle caserme a fini residenziali, commerciali e culturali. In tale contesto, è prevista la cessione della cosiddetta “palazzina 5” alla Città, al fine di realizzare un luogo della memoria fruibile da parte della cittadinanza e in particolare dai giovani, in accordo con le associazioni che si occupano di storia e memoria del Novecento.

Il PEC è stato presentato ed è in fase di approvazione attraverso le valutazioni degli Uffici della Città. Si è inoltre conclusa la pre-istruttoria per la verifica della assoggettabilità a VAS.

Dall’assessore Iaria ricevuta a febbraio 2020

Il complesso, di proprietà della società CDP investire Sgr, è allo stato attuale oggetto di un PEC in fase di istruttoria da parte degli uffici della Città per la parti di propria competenza.

Dopo oltre un anno, anche per rispettare la tradizione, torniamo sull’argomento e chiediamo se ci sono novità e quanto durerebbe la fase di istruttoria. In sostanza chiediamo delle date, date che mancavano in entrambe le risposte.

PERTANTO CHIEDIAMO

All’assessore competente di informarci sullo stato della riqualificazione e delle date di completamento delle fasi di realizzazione della riqualificazione.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo Articolo 1 MDP

 

 

Abbiamo cambiato nome al gruppo: Articolo 1 MDP


Oggi abbiamo inviato la comunicazione del cambio di nome del gruppo consiliare di cui sono capogruppo e di cui fa parte Omad Suad.

Il nome del gruppo era LeU, un nome purtroppo (è il caso dirlo) superato dagli avvenimenti e dalle prospettive politiche. 

Il nuovo nome è Articolo 1 MDP, coerente con la nostra azione politica e con la tessera che sia Suad Omar che il sottoscritto possiedono.

 

 

Decentramento, la riforma e la controriforma

 

La lettera che ho inviato al presidente Ricca sul rischio chiusura del presidio della circoscrizione in via Ormea ha svelato il “trucco”. 

Esiste un decentramento politico composto da otto circoscrizioni; esiste un decentramento amministrativo composto da quattro circoscrizioni. Otto presidenti, otto giunte, otto consigli. Quattro organizzazioni tecnico/amministrative: 1 e 8 – 2 e 3 – 4 e 5 – 6 e 7. 

Tutte le realtà tecnico/amministrative con personale ridotto all’osso, con pensionamenti programmati a breve e aspettative. Escludendo il supporto istituzionale che è dedicato alle rispettive organizzazioni politiche le altre unità sono condivise.

Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che la macchina organizzativa non è in grado di garantire con continuità ed efficacia il servizio richiesto: i tempi di emissione di un bando, per esempio; la gestione di una manifestazione di interesse o di completare in tempi ragionevoli la gestione di una presentazione di un progetto o dell’assegnazione degli spazi per lo sport o il sociale.

In altre sofferte parole attraverso l’accorpamento, la riduzione di personale è quasi, se non il, colpo di grazia al decentramento. Colpo di grazia che riduce drammaticamente servizi ai cittadini, alle associazioni, alle scuole.

Quindi ciò che vedevamo come una buona riforma, la migliore possibile visto il contesto politico, di fatto è priva di efficacia e di agibilità concreta.

Lo scrivo perché tutti siano consapevoli di ciò che succede, soprattuto i cittadini e chi a quella riforma ha lavorato con impegno e passione politica.

Volete sapere come la penso? Io penso che una città come Torino meriti una vera città metropolitana, che non si espanda fino in Francia o in Val d’Aosta, strutturata per municipi che siano autonomi dal punto di vista delle risorse economiche e dell’organizzazione.

Il decentramento non è, meglio non dovrebbe essere un passatempo per politici di serie b o portatori di voti per altri ma servizio ai cittadini e al contesto sociale più vicino. Dovrebbe essere servizio nobile, riconosciuto e rispettato. 

Spero che qualcuno legga, soprattuto chi aspira a diventare sindaco di questa città e chi questa città rappresenta in parlamento. 

Per demolire un palazzo basta togliere un mattoncino, è quasi tolto del tutto.

PS1: appena sarà possibile pubblicherò l’organigramma amministrativo completo della circoscrizione “UNOTTO”.

PS2: è attivo il punto informativo in via Ormea al momento, occorre prenotare e un impiegato da via Corsica si recherà in via Ormea. 

Irreperibili: una battaglia vinta!

Ne avevo sentite di tutti i colori. L’assessora alle politiche sociali: la sanzione ai senza fissa dimora è educativa!; la consigliera cinque stelle: prima c’era il governo giallo-verde e non si poteva, adesso quello giallo-rosso e forse lo faranno!… 

Hanno respinto una mozione in consiglio comunale perché non era corretto che la carta di identità gravasse sui costi del comune! (5.000 euro mal contati?).

Intanto il giustiziere della notte dei senza fissa dimora continuava a sgomberare chi dormiva sotto i portici.

Nel frattempo si andava avanti a sostenere questa battaglia con i metodi della politica, quelli giusti, rivolgendosi cioè a chi ci rappresenta in parlamento. 

In parlamento Federico Fornaro (capogruppo LeU) interroga la ministra dell’interno Lamorgese sulla questione e riceve la risposta che aspettavamo: nessun costo e nessuna sanzione, partirà circolare.

Oggi è arrivata la circolare (bellissima!) alle prefetture ed ai comuni di tutta Italia.

L’assessora ai servizi sociali la può leggere, leggere è educativo!

La circolare

L’ordine del giorno sul tema

L’intervista a suor Cristina

 

Circoscrizione otto: A rischio chiusura la sede distaccata di via Ormea

Sembrerebbe proprio che la sede distaccata di via Ormea della circoscrizione otto vada verso la chiusura. Era rimasto un presidio informativo utile alla cittadinanza per il disbrigo di pratico ma soprattutto per segnalazioni. Fondamentale il presidio per garantire un servizio, seppur minimo, alla cittadinanza. Inoltre il governo della circoscrizione aveva concordato di lasciare ai servizi sociali la vecchia sede “barattandola” con la  garanzia della presenza di uffici.

Il minimo che potevano fare come gruppo LeU è richiedere con urgenza una conferenza dei capigruppo per avere certezze in merito.

Ci rendiamo conto che la situazione organico in circoscrizione è drammatica e proprio per questo chiediamo si documenti e si renda pubblica.

Fare una riforma del decentramento è atto politico importante, ma resta privo di significato ed efficacia senza un supporto amministravo adeguato.

Di seguito la nostra lettera al presidente Ricca e al coordinatore Lupi.


Al Presidente Davide Ricca

CC Coordinatore Alessandro Lupi

Oggetto: Organico uffici circoscrizione e sedi distaccate

Come gruppo consiliare LeU siamo preoccupati per notizie non ufficializzate con comunicati della direzione e comunque non giunte a questo consiglio in merito ad una riduzione del personale, di incarichi a scavalco e della chiusura di un presidio, seppur minimo, in via Ormea (ex sede circoscrizionale).

Come sai la circoscrizione 8 è composta da 6 quartieri che sono suddivisi in ulteriori zone (oltre 10), alcune delle quali collinari. 

Gli abitanti sono 130.000, l’estensione è di 23 kmq. Delle 8 circoscrizioni solo 3 superano i 20 kmq di estensione (6,7,8); 1 è di 18 kmq (7); le altre sono inferiori ai 10 kmq (1,3,4,5).  E’ evidente che al fine di offrire un servizio adeguato di prossimità è vitale, per gli scopi stessi del decentramento, che gli uffici siano a pieno organico e non centralizzati. 

Inoltre ricordiamo bene che la “cessione” della sede della ex otto ai servizi sociali era subordinata al mantenimento di un presidio circoscrizionale.

Ti chiediamo pertanto di convocare una conferenza capigruppo sul tema con all’ordine del giorno quanto in oggetto, chiediamo inoltre che ci venga inviato congiuntamente alla convocazione l’organico completo degli uffici comprensivo di P.O., ruoli a scavalco, ruoli non coperti, sedi operative e loro dislocazione. Questo per facilitare la discussione e per maggior trasparenza.

Certi di una convocazione in tempi stretti ringraziamo.

Un cordiale saluto

Augusto Montaruli capogruppo LeU

ps: la presente comunicazione sarà resa pubblica

Le istituzioni e le associazioni

A scanso di equivoci premetto che questo non è un post contro l’attuale giunta, la sindaca o gli assessori, ma vuole solo provocare una discussione e soprattutto un impegno da chi si candida a governare la città. Premetto anche che è lecita la critica a chi governa ma è, per quanto mi riguarda, un dovere rispettare le istituzioni e chi in quel momento le rappresenta.


La decisione dell’ANPI Nicola Grosa di rinunciare al patrocinio del comune (leggete qui la lettera inviata alla sindaca) dovrebbe far riflettere andando oltre questo episodio. Episodio che è sintomo di un malessere diffuso tra le associazioni che operano sul territorio della città.

La lentezza e le pratiche burocratiche sia in fase di accoglimento di un progetto e di una richiesta e, peggio ancora, sia in fase di liquidazione dei contributi stanno allontanando le associazioni culturali sportive e del terzo settore dalle istituzioni, sia centrali sia di prossimità.

La definizione di un bando richiede molti mesi, addirittura anni in alcuni casi. Per assegnare l’ex circolo Garibaldi ci sono voluti, dico a memoria, almeno tre anni, del mettere a bando l’ex rotelliere sempre in zona Parri se ne parla dall’inizio mandato (cinque anni). Giusto per fare due esempi.

La gestione delle pratiche richiedono settimane, dall’accoglimento di un progetto alla sua accettazione. 

La liquidazione dei contributi viene effettuata dopo due anni mettendo in crisi di liquidità le associazioni che devono anticipare denaro.

I regolamenti dei centri di incontro scoraggiano quei volontari che li tengono aperti.

Pensate solo a chi fornisce assistenza agli anziani o alle persone malate o con disabilità. Pensate a chi offre attività sportive alle scuole, agli anziani, ai disabili, ai cittadini tutti. Pensate alle iniziative culturali. 

Credo sia ora di cambiare invertendo i ruoli e partendo dalla considerazione che il mondo associativo di fatto si sostituisce alle istituzioni e quindi l’istituzione dovrebbe essere grata a chi opera sul territorio fornendo servizi sociali, culturali, sportivi. Quindi la provocazione della sezione Nicola Grosa prova proprio a fare questo, ad invertire i ruoli: io ho fatto questa cosa, ti interessa istituzione? Ritieni sia utile alla comunità? Sì? Bene, te la offro però non complicarmi inutilmente la vita. 

Rivedere i ruoli, eliminare burocrazia, essere puntualmente “umani” nella liquidazione dei contributi è il minimo sindacale che un ente dovrebbe fare. Ricordo che la Fiat era nota perché pagava i suoi fornitori dopo quattro mesi fine mese data fattura, qui siamo a ventiquattro mesi fine mese data scontrino. 

Rivedere i ruoli vuol dire anche dare il giusto peso organizzativo alle circoscrizioni. Perché a fare una riforma son capaci tutti, per renderla operativa però ci va coraggio politico e un minimo di visione.