Augusto Montaruli

Campagna nemica, interpellanza sulla cancellazione del mercato in piazza Madama

13925227_10208591763024069_8391766505139230831_nPerché il mercato tematico di Campagna Amica in piazza Madama Cristina è stato cancellato? Era un appuntamento tradizionale e molto gradito dai residenti di San Salvario e non solo. Pare, almeno così mi dicono, che l’assessore Sacco abbia ascoltato la richiesta degli operatori del mercato della piazza che lamentavano scarse vendite al lunedì che seguiva Campagna Amica. “Mercatari a casa loro”?

Fossi l’assessore Sacco avrei risposto agli operatori del mercato che la concorrenza è stimolo per una qualità migliore, che sarebbe intelligente invece una collaborazione con chi la frutta e la verdura la produce con molta fatica e poco guadagno. Ma non sono l’assessore Sacco.

Forse ci vorrebbe l’assessore Borsa (della spesa).

Di seguito l’interpellanza per chiedere chiarimenti sulla questione.


Torino, data del protocollo

INTERPELLANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 45: MERCATO TEMATICO CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA MADAMA CRISTINA

PREMESSA

Dal sito di Campagna Amica risulta sospeso, sembrerebbe in realtà cancellato, il mercato tematico organizzato da Coldiretti in piazza Madama Cristina . Il mercato ci risulta trasferito in piazza Vittorio Veneto. Il mercato di Campagna Amica è sempre stato un appuntamento atteso e molto frequentato che dava vitalità diurna, evitava parcheggi abusivi e “faceva bene” al commercio di prossimità. E’ incomprensibile la scelta di privilegiare una zona aulica e centrale a scapito di un quartiere emiperiferifico e facilmente raggiungibile dai quartiere sud della nostra circoscrizione e della città. Questo nonostante il gradimento del mercato che si estende anche ad altri mercati tematici come San Salvario Emporium.

INTERPELLIAMO QUINDI

L’assessore Alberto Sacco per conoscere le intenzioni della giunta comunale e del suo assessorato in merito alla sospensione/cancellazione del mercato.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – LeU

Commissioni di quartiere: proposta di emendamento del regolamento del decentramento

Di seguito la mozione che richiede di emendare gli articoli che si riferiscono alle commissioni di quartiere. La mozione vuole aprire un dibattito in modo da arrivare ad un’azione concreta.

Torino, data del protocollo 

MOZIONE: EMENDAMENTO ARTICOLO 29 BIS DEL REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO

PREMESSA

E’ convinzione comune che il regolamento del decentramento, riformato sul finire della scorsa consiliatura approvato non senza polemiche e pareri contrari, non sta dando quei risultati attesi. Molto si è dibattuto ma al momento non si intravedono azioni concrete che vadano verso proposte di modifiche sostanziali del regolamento. 

Da qualche parte occorre cominciare per ravvivare in dibattito e, crediamo, lo si debba fare con una proposta  concreta. Concreta che vuol dire emendare il regolamento con una proposta di deliberazione da discutere e approvare in Consiglio di Circoscrizione e da presentare al Consiglio Comunale, così come prevede il comma 1 all’articolo 37 del regolamento del decentramento (vedi a fine del paragrafo).

La proposta di questa mozione invita il Consiglio dell’Ottava Circoscrizione a emendare l’articolo 29 bis del regolamento che disciplina le Commissioni Consiliari di quartiere

Articolo 37 – Proposte di deliberazione

Un Consiglio di Circoscrizione può presentare al Consiglio Comunale una proposta di deliberazione che deve riportare il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati al Consiglio. Il Presidente del Consiglio Comunale la iscrive all’ordine del giorno entro trenta giorni dalla presentazione. I Presidenti delle Circoscrizioni presentatrici devono illustrare la proposta alla Commissione Comunale competente.

CONSTATATO

che è evidente, credo a tutti, che le Commissioni di Quartiere non stanno producendo quella partecipazione che ci si attendeva, o almeno che la precedente amministrazione sperava;

che la contrapposizione tra centro e periferia, mancanza di obiettivi chiari, di supporto tecnico amministrativo e la poca rilevanza della commissione stessa e quindi dei cittadini che ne fanno parte oltre ad una scarsissima partecipazione hanno di fatto decretato il fallimento dello strumento;

che proprio perché crediamo nella partecipazione attiva dei cittadini riteniamo necessaria e urgente una riforma delle commissioni di quartiere;

Il fallimento di questo strumento, le commissioni di quartiere, andrebbe a creare un ulteriore distacco tra istituzione e cittadino.

CHIEDE

al Consiglio Comunale della Città di Torino di deliberare gli emendamenti al regolamento del decentramento come di seguito elencato:

1) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

1.   Le Commissioni di Quartiere sono strumenti primari di coinvolgimento dei cittadini ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, con ambito territoriale di riferimento nei quartieri cittadini così come descritti nell’allegato al presente regolamento.

a

1.   Le Commissioni di Quartiere sono strumenti primari ed esclusivi di coinvolgimento dei cittadini ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, con ambito territoriale di riferimento nei quartieri cittadini così come descritti nell’allegato al presente regolamento.

2) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

2.   Hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e di coinvolgerli nella realizzazione delle politiche territoriali. A tal fine il Presidente della Commissione di Quartiere è invitato a partecipare ai lavori della Giunta Circoscrizionale quando vengano affrontati temi di interesse del quartiere di riferimento.

a

2. Hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e di coinvolgerli nella elaborazione di proposte deliberative di politiche territoriali da sottoporre al Consiglio Circoscrizionale.

3) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

3.   Le Commissioni elaborano il Piano di Sviluppo Annuale, che deve contenere l’analisi delle caratteristiche sociali economiche e demografiche del quartiere, le criticità presenti sul territorio e le proposte circa le priorità di intervento.

a

3.  Le Commissioni propongono priorità di intervento alla Giunta Circoscrizionale in modo da essere valutate per essere accolte nelle linee guida

4 ) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

4. Le Commissioni di Quartiere sono costituite con deliberazione del Consiglio Circoscrizionale, composte da Consiglieri Circoscrizionali ed integrate da cittadini del quartiere. La deliberazione indica il presidente della commissione, scelto tra i Consiglieri Circoscrizionali che non rivestono la carica di coordinatori, ed il nominativo dei cittadini che ne abbiano chiesto l’iscrizione, in un numero massimo stabilito dal Consiglio Circoscrizionale.

a

4. Le Commissioni di Quartiere sono costituite con deliberazione del Consiglio Circoscrizionale, composte da cittadini del quartiere ed integrate dai Consiglieri Circoscrizionali. La deliberazione indica il presidente della commissione, scelto tra i cittadini iscritti ed un referente del Consiglio Circoscrizionale che non rivesta la carica di coordinatore, ed il nominativo dei cittadini che ne abbiano chiesto l’iscrizione, in un numero massimo stabilito dal Consiglio Circoscrizionale. Il referente e i consiglieri possono intervenire nelle Commissioni di quartiere ma non hanno diritto di voto. La commissione di quartiere relaziona con la giunta e con il presidente di circoscrizione attraverso il suo presidente o un suo delegato. Le convocazioni delle commissioni sono indette dal presidente di commissione e controfirmate dal referente. Al presidente viene riservata una postazione di lavoro presso la circoscrizione e un supporto amministrativo;

Le commissioni si svolgono nei locali circoscrizionali. I membri della commissione possono fare accesso agli atti. Alla commissione di quartiere viene assegnato un budget di spesa non superiore al 5% dello stanziato discrezionale relativo. La commissione propone la delibera di spesa che viene discussa e approvata in consiglio.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Gruppo LeU

Una mozione per Greta

 

53615550_10216241712788032_2954830250019651584_nHo assistito defilato a godermi lo spettacolo delle migliaia di ragazze e ragazzi torinesi quel venerdì, il “Friday for Future”. Ho riflettuto su cosa avrei potuto fare, oltre che ringraziarli tutti, come cittadino e come consigliere di circoscrizione. Ci provo con questa mozione proponendo un cambiamento nei regolamenti e nell’assegnazione degli spazi.

Di seguito la mozione che farò protocollare.


Torino, data del protocollo

MOZIONE: “CIRCOSCRIZIONE FOR FUTURE” – SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E CONCESSIONE LOCALI 

PREMESSA

L’appello di una sedicenne svedese, Greta Thunberg, ha riportato in primo piano la questione della sostenibilità ambientale. Milioni di giovani in tutto il mondo hanno manifestato, decine di migliaia le ragazze e i ragazzi torinesi, chiedendo impegni concreti e un deciso cambiamento di rotta ai governi, alle istituzioni locali e alla politica tutta. Impegni non rimandabili.

Anche un’istituzione piccola, ma vicina al territorio, come la nostra deve dare segnali concreti a dimostrazione non solo della già dimostrata sensibilità sul tema, ma con atti di giunta, consiliari e modificando, dove è nelle nostre competenze, i regolamenti, le manifestazione di interesse e i bandi che definiscono e regolamentano l’assegnazione di concessioni degli spazi di nostra competenza.

SI PROPONE PERTANTO

Di definire i prerequisiti minimi che il concessionario o affidatario degli spazi debba osservare in tema di sostenibilità ambientale, soprattutto quando negli spazi concessi sia prevista l’erogazione di bevande o di cibo o nella cura degli spazi verdi (dal compostaggio all’utilizzo dell’acqua piovana).

CHIEDIAMO

Al presidente e alla giunta, con il supporto degli uffici e di esperti sul tema, di adoperarsi per definire uno standard di criteri di sostenibilità ambientale da inserire, come prerequisito e quindi di ogni ulteriore criterio di valutazione, in tutti quegli atti che prevedono la concessione di spazi e locali.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – LeU

Noterelle (sconsolate) dal dehors

E’ arrivata la delibera, con annesso nuovo regolamento, sui dehors (e padiglioni).

Il nuovo regolamento prevede due tipologie: dehors e padiglione. La novità rispetto a quello attualmente in vigore è la modifica del concetto di dehors, non saranno più previsti dehors semichiusi, quello transennati e con un tetto per intenderci. Saranno invece previsti due tipologie: dehors e padiglioni. I dehors a loro volta saranno di due tipi: tipo D1 e tipo D2. I D1 sono uno spazio all’aperto allestito e potranno essere delimitati da strutture mobili e con elementi di arredo (ombrelloni, fioriere, porta menù) ed eventuali apparecchi illuminanti o riscaldatori senza allaccio alla rete. I D2, anche questi spazio all’aperto allestito su pedana e delimitato (solo quando sussistono discontinuità o forti dislivelli di suolo) in maniera fissa con ringhiera non più alta di mt 1,10 e con elementi di arredo (ombrelloni, fioriere, porta menù) ed eventuali apparecchi illuminanti o riscaldatori senza allaccio alla rete.

I dehors classici, quello delimitati con una copertura, che siamo abituati a vedere, non saranno più consentiti.

L’altra tipologia è quella dei padiglioni che sono, di fatto, un’estensione del locale. Una struttura chiusa che viene considerata un manufatto edilizio. In via Nizza ce ne sono e costringeranno la nuova pista ciclabile a “circumnavigarli”.
Resta la possibilità di proporre un PIA (progetto integrato d’ambito), cioè la personalizzazione di arredi urbani (i dehors e i padiglioni lo sono). Sono mantenute le detrazioni sull’imposta di suolo pubblico. Il PIA può essere proposto, come nel precedente regolamento, dalle circoscrizioni o dalle associazioni di via dei commercianti e degli artigiani.

Quanto sopra è una sintesi che riporta gli aspetti di novità.

Provo a commentare partendo da quanto scritto in delibera e dalla realtà che vive il quartiere in cui abito, San Salvario:

“L’applicazione della normativa prevista dai sopra citati regolamenti nel corso degli anni ha fatto emergere significativi aspetti di complessità, che hanno determinato la necessità di procedere ad un aggiornamento dei testi in vigore, sia in un’ottica di semplificazione amministrativa, sia al fine di conseguire un armonico inserimento dei manufatti in argomento sul territorio cittadino che tenga conto delle nuove realtà del mercato e delle modifiche normative intercorse, con specifica attenzione agli aspetti di natura paesaggistica, edilizia e igienico-sanitaria.”

Questa è la premessa politica che, a mio parere, non tiene conto degli aspetti legati alla sostenibilità ambientale, al paesaggio a al tema (mala)movida. Elenco qualche considerazione.

Ho provato ad immaginare i dehors “open air” in largo Saluzzo, in via Baretti, in via Berthollet e vedo una fila senza soluzione di continuità di tavolini e ombrelloni con veicoli che sfiorano avventori ed arredo. Vedo, dovrei scrivere sento, un rischio fortissimo ed ulteriore di inquinamento acustico essendo i dehors privi di adeguata copertura.

Ho provato ad immaginare i padiglioni in largo Saluzzo, in via Baretti e in via Berthollet e qui c’è lo scempio (ulteriore) da punto di vista paesaggistico oltre ad un’aumentata capienza che porterebbe a situazioni di affollamento ingestibili.

Penso a dehors esteticamente godibili (per esempio quello del Tea Pot in via Silvio Pellico o del caffè San Salvario in via Berthollet) che non saranno più consentiti. Penso ai molti esercizi che rinunceranno al dehors subendo un notevole danno economico. Vedo complicato adottare un dehors senza adeguata protezione dai gas di scarico delle auto in via Saluzzo, per fare un esempio.

Penso anche all’inutilità del PIA che sarà praticamente inattuabile dal momento che si limiterà, se va bene, alla scelta del colore degli ombrelloni.

Penso si stia perdendo un’occasione per considerare davvero i dehors arredo urbano armonico e contestualizzato alla realtà territoriale dove insiste.

Penso, come avevamo chiesto, che sul tema dehors serva un concorso di idee. Lo hanno fatto in una cittadina in Puglia adottando una tipologia di dehors sostenibile, bella, leggera e contestualizzata al territorio. Sapete chi ha vinto il concorso di idee? Due archittetti torinesi. Come è che si dice? Cervelli in fuga? Sì, qui si governa con quel che resta dei cervelli. Noi lo avevamo proposto, il concorso di idee, non ci hanno sentiti e nemmeno considerati.

Ho l’impressione che ne vedremo delle belle, belle si fa per dire.

Delibera linee di indirizzo e di fruizione del parco Michelotti

IMG-4902Condivido la richiesta di parere pervenuta in circoscrizione in merito alla delibera sulle linee di indirizzo e di fruizione del Parco Michelotti. Preciso che, salvo una commissione sul luogo, la circoscrizione non è mai stata coinvolta nel percorso di progettazione delle linee di indirizzo. I vostri commenti mi saranno utili al fine di decidere quale parere esprimere, anche se rimane il rammarico per non essere mai stati coinvolti. A me sarebbe piaciuto, così come mi sarebbe piaciuto avessero previsto un ruolo importante all’ente di gestione delle Aree Protette del Po Torinese. 

Documento da scaricare: Prot. 1225

Informare è un servizio al cittadino, mozione sulle bacheche di quartiere


Lo scorso anno avevo presentato una mozione che chiedeva alla circoscrizione di gestire per ogni quartiere una bacheca di quartiere dove i cittadini potessero essIMG-6940ere informati su quanto avveniva intorno a loro. L’idea nasceva dal fatto che nel mio quartiere (San Salvario) esistono già bacheche autogestite, lo avevo scritto qui. La mozione fui costretto a ritirarla in fase di discussione, perplessità e richieste di approfondimento mi spinsero a farlo. Adesso torno sull’argomento e ripresento la mozione dopo aver visto la bacheca delle case del quartiere ad una fermata GTT.  La Rete delle Case del Quartiere di Torino ha proposto e ottenuto da GTT la possibilità di usare alcune bacheche delle pensiline e dei mezzi pubblici per promuovere le loro rispettive attività. Nella mia mozione chiedo che le circoscrizioni si adoperino per raggiungere un accordo simile con GTT. Nelle bacheche si potrebbero affigere le convocazione delle commissioni e dei consigli, informare sui progetti utili alla cittadinanza e sui servizi al cittadino.
Ci riprovo, ma questa volta non ritiro la mozione.

Di seguito la mozione che presenterò.


Mozione: Bacheche di quartiere GTT

PREMESSA

Il 31 gennaio 2018 presentai la mozione “Bacheche di quartiere” che proponeva:
“che nei centri di aggregazione quali mercati, anagrafi, giardini pubblici, case del quartiere, centri sportivi e altro venga istituito uno spazio che si potrebbe definire “bacheca di quartiere” dove gruppi spontanei, comitati, associazioni, scuole e le stesse istituzioni di prossimità e anche singoli cittadini possano affiggere informazioni senza costi, proposte, eventi che riguardino il quartiere (dal gattino scomparso alla convocazione di un consiglio di circoscrizione). Che l’affissione si basi su poche regole che prevedano misure standard, linguaggio consono e che tutte le comunicazioni siano firmate; che si individui un percorso di cittadinanza attiva cui delegare la gestione della bacheca.”

Nel dispositivo chiedeva al Presidente e alla Giunta

“di definire un regolamento di utilizzo delle bacheca e attivarsi per l’implementazione delle “bacheche di quartiere” e di partire quanto prima possibile con una sperimentazione nei quartieri della circoscrizione.”

La mozione dopo una discussione che, tra le altre cose, chiedeva approfondimenti venne ritirata.

Venuto a conoscenza che la Rete delle Case del Quartiere di Torino ha proposto e ottenuto da GTT la possibilità di usare alcune bacheche delle pensiline e dei mezzi pubblici per promuovere le loro rispettive attività e avendo visto che la bacheca utilizzata dalla Casa del Quartiere è quella di piazza Nizza lato mercato

SI PROPONE

Che un accordo simile venga siglato con GTT da tutte le circoscrizioni in modo che anche l’ente di prossimità possa informare i cittadini e promuovere progetti e realtà sociali del territorio.

CHIEDE

Al Presidente

di proporre la formalizzazione di un accordo con GTT che preveda l’utilizzo delle bacheche in ogni quartiere in conferenza dei presidenti

Primo firmatario: Augusto Montaruli – LeU