Augusto Montaruli

La bellezza, Gianmaria Testa e il regolamento dei dehors

da questa parte del mareLa Bellezza esiste … la Bellezza esiste e non ha paura di niente neanche di noi la gente, recita una poesia di Gianmaria Testa che potete leggere intera nel suo libro “Da questa parte del mare” edito da Einaudi. La bellezza interiore e la bellezza dei luoghi. La bellezza interiore è lo sforzo che ciascuno di noi deve fare per raggiungerla; la bellezza dei luoghi è quella del paesaggio, compreso quello in cui viviamo. Quest ultima è la bellezza che dovrebbe essere inclusa come diritto fondamentale nella prima parte della Costituzione: tutti hanno diritto alla bellezza a prescindere dal luogo dove si vive. Anche una periferia, anche quella più estrema ha diritto alla bellezza. Perché la bellezza da diritto diventa dovere, incentiva al rispetto dei luoghi.
Lo scorso mandato nella ex circoscrizione otto approvammo una delibera che chiedeva per il quartiere San Salvario l’adozione di un PIA (Progetto integrato d’ambito) che aveva come obiettivo di ripensare l’arredo urbano (panchine, cestini dei rifiuti, dehor…) contestualizzandolo alla realtà e alle potenzialità del quartiere. Pensammo al PIA partendo dalla convinzione che l’adozione di questo strumento avrebbe potuto: attenuare gli aspetti negativi della movida; mettere ordine alle dimensioni, alla sostenibilità e al proliferare di dehor; rendere il quartiere attraente dal punto di vista turistico. Inoltre, e forse questo è l’aspetto più qualificante, si creava un precedente importante che portava un metodo riservato alle zone auliche (il PIA è stato finora adottato solo nel centro città: via Lagrange, piazza Vittorio per esempio) anche in quartieri periferici e popolari. Portava la bellezza e il diritto-dovere di averla anche nelle ormai mitiche periferie. La precedente giunta prese l’impegno di lavorarci, ma purtroppo eravamo a fine mandato e la proposta finì dimenticata in qualche archivio.

Proprio in questi giorni la giunta Appendino ha annunciato che entro fine anno sarà deliberato il nuovo regolamento dehors. Da quel poco che si sa pare che obiettivi della delibera saranno lo snellimento delle procedure verso chi adotterà “allestimenti leggeri” e una revisione dei dehor temporanei. 
Probabilmente la situazione andrà a migliorare. Forse e spero. A mio parere però si sta perdendo un’occasione per rendere migliore la città. Sono convinto che ogni provvedimento vada pensato e scritto avendo in mente una visione di città, di quartiere, di singola via. Il PIA che proponemmo così come un concorso di idee sui dehors partivano da quell’idea: la Bellezza esiste e non ha paura di niente neanche di noi la gente. 
Temo che sarà per un’altra volta, per quanto riguarda la bellezza interiore c’è il libro di Gianmaria Testa. Leggetelo.

Questo post è stato pubblicato su Nuova Società.

Ricomicio da Otto cose da raccontare

Non voglio fare l’elenco delle “cose fatte” in questi cinque anni di consiliatura alla Otto, preferisco raccontarle. Preferisco raccontarle partendo dalla “cosa fatta” più emozionante. Prima però lasciatemi dire che tutto ciò che si propone, si realizza parte da pensieri comuni, da discussioni a volte serene e a volte no, dalla collaborazione e dalla condivisione di risorse e obiettivi. Condivisione non è un tasto sul social, è avere la stessa passione mettendosi a disposizione e poi andare con ostinazione, e un po’ di divertimento e leggerezza che aiutano sempre, verso la meta.  Anche se la condivisione non è per niente scontata ed è maledettamente complicata da attuare di questi tempi. Nella seconda parte della consiliatura occupandomi di sport ho condiviso con Paola Parmentola, che svolgeva il ruolo di coordinatrice della commissione cultura di cui lo sport è parte, il percorso verso la meta. Come dicevo sopra: pensieri comuni, discussioni, collaborazione, condivisione di risorse e obiettivi. Con ostinazione divertimento e leggerezza.

Ricomincio da Otto dicevo in un altro post: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. 

Uno

DSC_2057 copiaQuel concerto di Gianmaria Testa in compagnia di Giancarlo Caselli che riempì tutto il Tempio Valdese. Ci lavorai come redattore di Ottoinforma insieme all’ANPI e Raffaele Scassellati, al Teatro Baretti e Marco Vernetti e all’Associazione Dobhran e Massimo Pizzoglio. E tanti altri che ci aiutarono a vendere i biglietti. Riuscimmo a raccogliere 5.000 euro che donammo al Museo della Resistenza.  E’ il ricordo più bello, emotivamente più forte di quei cinque anni.  Un ricordo politico, sì, tutto politico: la condivisione di un progetto, il coinvolgimento di molti è politica. L’emozione è politica. Anche i libri sono emozioni, vi consiglio il libro di Gianmaria Testa edito a Einaudi “Da questa parte del mare”.

Due

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C’è stato anche il “lavoro” di redattore del giornale che mi ha consentito di esplorare la Otto, conoscerla meglio. Capirla meglio. Con il giornale abbiamo parlato di crisi, abbiamo conosciuto realtà artigianali importanti, raccontato storie di persone. Sostenuto e coinvolto le librerie indipendenti.  Un lavoro politico, sì, tutto politico. Conoscere il territorio che si amministra, indirizza le priorità. Dà la giusta rotta alla navigazione.

Tre

L’idea del PIA (Progetto integrato d’ambito), consentitemelo è frutto di unaOLYMPUS DIGITAL CAMERA mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore.  Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario.  La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.

Quattro

santino ultima verisoneIl progetto Olimpo, l’evento culturale di Torino Capitale Europea dello Sport, realizzato con la Fondazione del libro e le Biblioteche Civiche. Un salone off dedicato allo sport narrato incontrando autori anche nei luoghi dove lo sport si pratica. Evento concluso con cinque giornate culminate nello spettacolo teatrale Sporting.

Cinque

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Abbiamo “giocato a bocce” rivitalizzando questo sport e interpretandolo come volano di aggregazione sociale e di rivitalizzazione delle bocciofile. Un primo risultato la riedizione del torneo Eridano. E abbiamo anche chiuso (finalmente) le bocciofile “finte” e inutilizzate o utilizzate per altri scopi.

Sei

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Abbiamo interpretato le feste dello sport (Skate Park di Piazza Zara e l’associazione di quartiere Pilonetto Insieme) come momento di aggregazione, facilitando l’incontro tra utenti dei luoghi sportivi e cittadini. L’incontro e la condivisione dei luoghi  combatte i pregiudizi e progetta il futuro.

Sette

pallanuotoAssegnazione degli spazi sportivi in modo condiviso e partecipato. Prima le scuole e la disabilità, poi i bisogni dei cittadini e l’agonismo. Abbiamo definito la vocazione delle due piscine dedicando più spazi all’agonismo alla Parri e al nuoto libero alla Lido. In questo modo abbiamo potuto aprire, per primi a Torino, la piscina Lido la domenica. L’assegnazione degli spazi sportivi è un atto politico e non una pratica solamente amministrativa. Adesso abbiamo anche una mappa in rete dei luoghi dello sport. E non solo, nelle due piscine ora ci sono anche i libri: da leggere, consultare e portare a casa. E’ il book crossing attivato con la Biblioteca Civica di quartiere Ginzburg.

Otto

pallanuoto parriIl complesso sportivo Parri e l’area che lo circonda sono passati dal demanio statale a quello comunale: ora è possibile riqualificare quel luogo utilizzando tutte le potenzialità esistenti. Lo possiamo fare grazie anche agli studenti di Architettura che partecipando al congresso mondiale degli architetti del paesaggio (IFLA2016) hanno elaborato un’interessante proposta di riqualificazione. Infine il Circolo Garibaldi ora è finalmente accatastato, dalla prossima consiliatura può partire un bando che consente di dare una svolta a quel luogo aprendolo alla cittadinanza nel pieno rispetto della sua storia.

Mi fermo a Otto per coerenza con il santino e perchvaldeseé non tutto è raccontabile, perché ci sono cose mie che ho fatto per il piacere di farle. Da normale cittadino. E va bene così, al limite ci saranno tracce in giro di qualche mia foto o magari un film al quale ho collaborato.

Lasciatemi concludere dicendo che in queste Otto e più cose ci sono tante persone, persone che mi hanno raccontato, proposto, aiutato. Persone appassionate. Persone che in qualche caso sono amici in più. Veri. E forse è questa la motivazione più forte per cui… ricomincio da Otto.

 

Da questa parte del mare

DSC_2070 copiaStavo leggendo un libro di Amos Oz, “Una storia di amore e di tenebra”, quando è arrivato “Da questa parte del mare” di Gianmaria Testa.
Si dice arrivato per le cose attese. 
Ho messo da parte Amos Oz e mi son messo a leggere.
E non è stata una lettura, è stato un incontro. Un altro incontro. Leggendo ascoltavo la voce, il narrare tra una canzone e l’altra. Sentivo la chitarra che accompagnava le parole.
Rivedevo momenti: “… e volevo tenere per te la più vera di tutte le rose volevo tenerla per te come tutte le cose.” E una donna, a lui che canta, offre una rosa e riceve un sorriso.
E non è stata una lettura, è stato un concerto. Un altro concerto. Più lungo, con più parole, con più racconto.
Rileggerò il racconto e le canzoni le lascerò a Gianmaria come fosse un concerto tutto per me.
Per non perdere l’abitudine e perché “La bellezza esiste”. Per sempre.
“Da questa parte del mare” è il libro che speravo Gianmaria ci regalasse.

Da questa parte del Mare
di Gianmaria Testa
Einaudi Editore

E quei brividi saranno per sempre

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Gianmaria era elegante, con la giacca stropicciata, la maglietta e i jeans scuri. Era elegante nei gesti, nel parlare, nel fumare, nel bere un bicchiere tra una poesia in musica e l’altra. Era elegante quando cantava, quanto ti parlava e ti guardava negli occhi e con gli occhi.

Gianmaria che incontri per strada in via Maestra ad Alba e ci mettiamo a chiacchierare di zia (la sua) e di suocera (la mia) che non stanno bene. Gianmaria che gli chiedi e lui “va bene, è il mio modo di fare militanza”.

Gianmaria che arriva a piedi con le due chitarre a tracolla, che fa le prove: “ma che bello qui, non c’ero mai stato”. Il Tempio Valdese.

Gianmaria che “andiamo a bere qualcosa prima” e non parla di se ma chiede di noi. Gianmaria è al ristorante con quattro matti prima del concerto, come se ci conoscessimo da anni, a parlare di politica e di dubbi e delle amicizie in comune. E non vuole che gli si offra la cena, “è il mio modo di fare militanza”.

Gianmaria è il tempio pieno. Gianmaria che invita Caselli a fare il rumore del mare. Gianmaria che riceve una rosa.

Gianmaria che ci saluta con le chitarre a tracolla che avevi ancora i brividi dalla commozione: “è stata una bella serata”.

E quei brividi saranno per sempre.
Grazie Gianmaria

I quattro matti erano Marco Vernetti, Massimo Pizzoglio Raffaele Scassellati e chi scrive

Ci pigliano per il culo…

A proposito di job act, Gianmaria Testa e i Cordiali saluti. Ascoltate l’introduzione. Dopo il video il testo.

Grazie per la collaborazione
lei è stato un preziosissimo
collaborazionista
e non sarà dimenticata mai
la grande abnegazione
e tutto il tempo speso
alla comune causa
e sempre nel futuro
ne può star sicuro
si terranno in conto
gli alti insegnamenti
e poi la serietà, la versatilità
la grande umanità
più che colleghi siamo stati
dei parenti
mi faccia poi sapere
con sua massima comodità
dove versare le spettanze
e tutto quello che rimane
degli emolumenti

noi si voleva fare anche una festa
niente di così particolare
giusto un vino di commiato
però si sa la sua riservatezza
e l’idiosincrasia a qualunque
forma o gesto di saluto
qualcuno l’ha pensata prepotenza
ma è soltanto perché non
l’ha veramente conosciuto
così hanno incaricato me
di tutti quello che
le è stato sempre nel lavoro
il collaboratore
più fidato
e non s’incomodi a passare
che provvederemo noi
a farle avere effetti personali
e tutto quanto quello che ha lasciato

io non ci riesco neanche a immaginare
tutto quel che potrà fare
nel suo tempo senza più padrone
lei tiene di sicuro una passione
un sogno, un desiderio antico
e finalmente si presenta l’occasione
potersi dedicare mani e cuore
a quello che soltanto ieri
era sembrata un’illusione
mi creda forse è vero siamo uguali
però sono le passioni
che ci rendono diversi e un po’ speciali
le allego alla presente, per visione
il conto di liquidazione
unitamente ai miei saluti
più distinti più sinceri
e più cordiali

Hugo Trova

HugoTrova 11E’ un appuntamento con la musica e con le storie del sud, anzi del Sur. Da qualche anno a settembre Hugo Trova torna a Torino a cantarci e raccontarci l’Uruguay e l’America del Sud. Canta l’amore, le storie felici e quelle dolorose.  Le speranze. Canta  il coraggio di cantare quando ti era proibito e la felicità della libertà di cantare. Per me, e per il mio amico Massimo, è un appuntamento con un amico, il piacere di riabbracciarlo e di trascorrere serate ancora a far progetti, ma soprattutto a stordirci di risate. Perché ridere fa bene e scaccia i cattivi pensieri e i brutti ricordi. Godetevi Hugo ora che un anno è lungo da aspettare.

Hugo sarà:

Alla Cooperativa Borgo Po il 16 settembre – per info
A Collegno il 18 settembre – per info 346 6299363 – evento Facebook
Da Luna’s Torta il 19 settembre – per info
Il 20 andrà in Trentino per un concerto a due voci con Gianmaria Testa.