Augusto Montaruli

La bagna caòda e la movida

BAGNA-CAUDA-1-1280x700.x20373 Puntuale, tra maggio e giugno, come la bagna caòda in autunno, arriva il provvedimento della giunta comunale sulla movida. Ci eravamo abituati all’ordinanza che vietava la vendita di alcol da una certa ora e in zone delimitate. La novità questa volta è l’ordinanza che diventa regolamento. Si passa quindi da un provvedimento limitato nel tempo ad uno permanente con la possibilità che la giunta si è data di estendere le zone di applicazione. La novità riguarda l’asporto che è consentito fino alle 23 e le quantità, testualmente:

“… è consentita fino alle 23 la vendita per asporto di bevande alcoliche condizione che la bevanda sia venduta esclusivamente in abbinamento con alimenti cotti per il consumo diretto, in quantità non eccedenti il rapporto di uno a uno (un alimento/una bevanda alcolica) e sia racchiusa in contenitori opportunamente confezionati.”

Link alla delibera proposta


Quindi una pizza una birra, un panino… l’insalata no… non è cotta. Si potranno cantare, mentre si torna casa con il contenitore opportunamente confezionato oppure mentre avviene la consegna, un vecchio hit di Lucio Battisti cantato dai Dik Dik “un panino una birra e poi” oppure con Albano e Romina “felicità mangiare un panino un bicchiere di vino”. Attenti però perché centinaia di vigili urbani saranno sui tetti, agli angoli delle strade, nascosti dietro le auto in sosta, spunteranno dai tombini pronti verificare in assetto di guerra che il contenitore sia opportunamente confezionato (?!) e che non si ecceda il rapporto di uno a uno. Una pizza una birra (da 33 cl? Da un litro? Una tanica? boh?). Una pizza una bottiglia di vino e se fosse una pizza e un bag in box (da 1 litro da 3 litri da 5 litri?) o una pizza e una damigiana?

Ironia a parte siamo alle solite, si preferisce un provvedimento restrittivo alla fatica della politica, alla fatica di immaginare soluzioni che trasformino i problemi in opportunità mettendo in fila qualche ragionamento. Per esempio come far coincidere l’aspirazione della città a diventare città universitaria che accoglie e ospita studenti universitari dal resto d’Italia e del mondo offrendo loro luoghi e momenti di aggregazione. Per esempio come immaginare la San Salvario del futuro, oltre l’annunciato (a proposito e sproposito) “distretto del bere”, specializzare un quartiere come San Salvario è un ossimoro, la sua forza è proprio la varietà di luoghi cose e persone.

Nei cassetti e negli hard disk giacciono proposte su San Salvario elaborate dalle associazioni e dalla circoscrizione che vanno dalla mobilità all’arredo urbano, al concorso di idee sui dehor, alle potenzialità turistiche e culturali del quartiere, all’unicità della presenza di realtà religiose che convivono e collaborano. 
Auspicherei si andasse oltre un alimento/una bevanda e il vigile urbano nel tombino. La movida si risolve progettando il futuro. 


Questo è apparso su Nuova Società

Un capolavoro, cara sindaca

14068256_1178709848858534_3626440389315760869_nChapeau cara sindaca, caro assessore, caro questore eccetera eccetera. Siete riusciti con una “stupida” ordinanza a trasformare la questione movida in un derby tra polizia e cittadini. Siete riusciti a infilarci dentro i centri sociali (non vedevano l’ora per farvi pagare le promesse mancate…). Siete riusciti a render reato uno spritz bevuto fuori dai confini di un dehor. “Abusivi” è la nuova emergenza, ne discuteranno al prossimo G8 pare. Avete inventato i frontalieri dell’asporto, quelli che girano l’angolo e comprano cosa vogliono. Avete dato il via a qualcosa di pericoloso e maledettamente complicato da gestire ora. Volevate garantire il sonno ai cittadini, a ri-chapeau. Oltre agli schiamazzi sentiranno il suono delle sirene.
Non è così che si fa. Così, a far disastri, son capaci tutti.

La questione movida si affronta con un progetto, con un’idea di quartiere e di sviluppo economico. Si affronta coinvolgendo chi ci lavora, chi ci abita, chi amministra in quel territorio. Si affronta facendo l’elenco e spuntando. Si affronta studiando il territorio e le sue dinamiche, i rapporti tra residenti ed esercenti. Ripensando i quartieri. Le proposte ci sono e in gran parte già condivise, i cassetti sono pieni, venite ad aprirli. 

La questione movida si affronta ascoltando i giovani che popolano le piazze, perché non sono criminali, sono giovani. Magari un po’ rompicoglioni, ma abbiamo mai provato a parlarci? A capirci qualcosa dei loro bisogni? Abbiamo mai provato a progettare con loro luoghi e spazi? Ma ve lo devo dire io che non sono giovane da un bel po’?

Se l’amministrazione precedente non ha avuto il coraggio di affrontare la situazione voi avete fatto di peggio: vi siete creduti capaci di farlo. E questo è l’errore più grosso e tragico che potevate fare.

 

Forse non tutti sanno che…

img_0015Forse non tutti sanno che è una rubrica della Settimana Enigmistica che bisognerebbe adottare per raccontare aneddoti, curiosità, contraddizioni e quant’altro della giunta a cinque stelle torinese. Leggo con vivo interesse, un po’ sorridendo e un po’ incavolandomi, del rapporto privilegiato che l’assessorato al commercio e il capo di gabinetto avrebbero instaurato, programmando addirittura incontri mensili, con l’associazione commercianti di via Baretti. Rapporto privilegiato che avrebbe lo scopo di raccogliere idee e proposte per risolvere i “problemi” di San Salvario. Ne cito una per tutte: “la creazione di parcheggi a raso in corso Marconi.” Chapeau!

Forse non tutti sanno che… in campagna elettorale l’interlocutore principale del movimento stellare era un’associazione (ben più numerosa e partecipe alla vita del territorio) che si contrapponeva in modo ostinato (per usare un eufemismo) agli interlocutori di oggi. Forse non tutti sanno che quell’associazione “ostinata” era regolarmente ricevuta dalla precedente giunta. Ma si sa, come cantava De Andrè: 

Vengono 
Vanno 
ritornano 
e magari si fermano tanti giorni 
che non vedi più il sole e le stelle 
e ti sembra di non conoscere più 
il posto dove stai 

Chiaramente” della circoscrizione nonostante il ruolo di sintesi che dovremmo avere, nonostante le numerose proposte e richieste di incricerca-di-impronte-umane-con-lo-strumento-lente-d-39-ingrandimento_318-38379ontri ci sono scarse tracce nelle agende chi di governa la città. Vedremo se al consiglio aperto su San Salvario lasceranno tracce o dovremo chiamare il RIS per trovarle.

Lo spaccio e la gara a chi è più figo

Ancora un articolo sullo spaccio a San Salvario, più o meno sullo stesso tenore dei precedenti. Un articolo che a me è sembrato scritto per avere un seguito nei prossimi giorni. Una fotografia della situazione con la solita polemica sulla politica che non c’è. Polemica da qualcuno che invece c’è, dove lo sappiamo: giustamente a farsi i business suoi. Distratto quindi quando le proposte, discusse avanzate e a volte approvate, erano state fatte. img_1147Distratto quando serviva una condivisione attiva. E non ho mai visto, da quel qualcuno, una vibrante protesta quando a fare scempio della famosa via che ispira il nome della sua associazione sono con molta probabilità i soci della stessa.
Consiglierei quindi di piantarla lì con la gara a chi è più figo o più intelligente, ho qualche dubbio sul vincitore ma certezza su chi la perderebbe.
E’ fondamentale invece che ciascuno faccia la sua parte senza cercare alibi. E fondamentale che le proposte siano condivise. Perché io qui voglio continuare a viverci e spero che qualcuno voglia continuare a lavorarci. Magari tirando su la serranda anche al mattino, ripensando il suo dehor e stando attento alla differenziata. 

La vita continua, cara signora, e non è diabolica

La signora Simonetta Chierici, alfiere delle battaglie anti movida, posta sulla mia pagina facebook un suo scritto che mette in relazione il recente tragico terremoto con la movida torinese.

Nutriti gruppi di subumani urlano, sghignazzano, sbraitano fra via Matteo Pescatore, via Vanchiglia, piazza Vittorio e tutte le vie circostanti e in Vanchiglia dove i locali della notte hanno riaperto i battenti e forse anche in San Salvario…mentre assistiamo a una tragedia italiana di proporzioni apocalittiche…”. Sotto il pezzo completo.

Cara e gentile gentile signora anche questa è una forma di sciacallaggio (come tante che abbiamo letto in queste 24 ore), agganciarsi a una tragedia per avvalorare proprie idee e obiettivi è, a dir poco vergognoso. Una battaglia, quella della signora Chierici, condivisibile quando si riferisce agli eccessi del fenomeno movida, che viene mortificata, banalizzata con un accostamento che non ha senso. Nessun senso.

Gruppi subumani, definisce quelle persone. Le conosce tutte quelle persone, cara signora? Tra i subumani c’è forse qualcuno che domani parte per quei luoghi, qualcuno che forse lavora nel sociale, qualcuno che in passato si è recato in altri luoghi di tragedia.

Tragedie che non sono solo un terremoto in “casa nostra”, tragedie che sono ovunque in questo sfigato pianeta.

Tragedie che non ci impediscono, e per fortuna, di continuare a vivere. Non ci impediscono, e per fortuna, di bere un bicchiere di vino, di andare a lavorare, di fare un tuffo al mare, di andare in vacanza, di piangere, di ridere, di fare all’amore. E purtroppo di leggere anche ciò che ha scritto.

La prenda diversamente la sua legittima battaglia e lasci perdere i “fenomeni diabolici”. Non vorrei arrivasse, diabolicamente, a sperare in una catastrofe in Piazza Vittorio o in Largo Saluzzo.

Un caro saluto a bassa voce.

 

Ecco il testo completo:

QUASI 200 DUECENTO CADAVERI ESTRATTI DALLE MACERIE, DOMANI SARANNO MOLTI DI PIU’…CI RENDIAMO CONTO???? No Degrado E MALA Movida – coordinamento nazionale – rassegna stampa
Pubblicato da Simonetta Chierici · 51 minuti fa ·
TORINO 25 agosto 2016 ore 00:15: nutriti gruppi di subumani urlano, sghignazzano, sbraitano fra via Matteo Pescatore, via Vanchiglia, piazza Vittorio e tutte le vie circostanti e in Vanchiglia dove i locali della notte hanno riaperto i battenti e forse anche in San Salvario…mentre assistiamo a una tragedia italiana di proporzioni apocalittiche (al momento almeno 120 morti sotto le macerie di un terremoto spaventoso, dispersi ancora non contati, altri morti di cui avremo notizie domani, scosse che continuano a ripetersi violente in mezza Italia, sofferenza, morte, disperazione) la macchina del commercio di alcol e droga prosegue imperterrita nella sua famelica ricerca di profitto, di soldi, di ottundimento dei cervelli. Assistiamo con profondo sgomento, in questa notte gravida di notizie sconvolgenti, al sabba che implacabilmente coinvolge centinaia di subumani per i quali alcol e droga sono gli unici obiettivi, per i quali lo sballo e lo sfascio psico fisico sono l’unico interesse, per i quali le risate sbracate e urlate, la violenza e lo svacco sono gli unici motori di esistenze perdute.
Siamo attoniti, pietrificati di fronte a comportamenti di centinaia di persone che forse nemmeno sanno della tragedia che si sta consumando, che non sanno quante centinaia e forse di migliaia di altre persone stanno dedicando la loro vita, la loro energia, la loro abnegazione per cercare di salvare vite umane…se la movida genera questi mostri in nome degli dèi alcol e droga forse essa davvero è diventata un fenomeno diabolico?
simonetta

Ricominciamo dal “casOtto”

“contributi per un programma”

luisa1Luisa ha postato su facebook due foto scattate dal suo balcone che si affaccia in largo Saluzzo: una del primo aprile e l’altra del 2 intorno a mezzanotte. Stiamo parlando di movida, anche se il termine per quanto riguarda largo Saluzzo è improprio e cominciare con il dare i nomi giusti alle cose aiuterebbe anche a capire meglio ciò che capita. Chiamiamolo raduno, assembramento, luogo dove ci si ritrova e definiamolo un gran casino da subire e da gestire.

Cominciamo con il dire che ai locali di San Salvario questa roba non piace, non porta clienti, anzi rischia di allontanarli. A tutti i locali forse con l’eccezione di uno che vende alcool a buon prezzo e al quale la circoscrizione ha negato l’autorizzazione al dehor. Locale che si sta ristrutturando e forse riconvertendo perché il “casotto” probabilmente non conviene più nemmeno a loro. Non conviene perché la maggior parte dei frequentatori notturni di largo Saluzzo le birre se le porta sul luogo della bevuta. Le compra al supermercato o al negozio sempre aperto.

Che fare? Prima di tutto smettere di discutere o proporre cose che non si possono fare o non si devono fare: blocco delle licenze, ordinanze repressive, militarizzazione del quartiere. Perdiamo tempo inutilmente.

Ripartiamo da un’idea di quartiere, la visione si diceva una volta, e un passo alla volta con le giuste priorità e la giusta dose di coraggio iniziamo ad attuarle: il PIA (piano integrato d’ambito) che andrà ad impegnare la prossima giunta; proporre San Salvario come pilota torinese del primo quartiere ecosostenibile (viabilità, verde, isole pedonali, linee star di quartiere, piste ciclabili…); riqualifichiamo largo saluzzo. E questo non solo per risolvere i problemi da “casOtto” ma per lo sviluppo economico del quartiere evidenziando le sue peculiarità: cultura, turismo, artigianato…

Inoltre riqualificare largo Saluzzo oltre ad essere una promessa da mantenere è un modo per rendere inagibile quel luogo ai frequentatori notturni. In un cantiere non si entra e magari si cambiano abitudini.

Nell’attesa ci sono due cose che si possono fare subito: un commissariato mobile di polizia, prevenire è meglio che reprimere, e iniziative “spontanee”, leggi qui, dei residenti che occupino lo spazio al posto di altri.

Infine andare a studiare quelle città dove il “casOtto” viene gestito. http://www.cityproject.it/amsterdam-e-ill-divertimento/