Augusto Montaruli

Teleriscaldamento a San Salvario

Dopo oltre tre mesi finalmente arriva la risposta alla mia interpellanza sullo stato dei lavori del teleriscaldamento in San Salvario dall’assessore Unia. Evviva! Grazie!

I lavori termineranno nel 2025 e dovranno ancora interessare le vie interne del quartiere con i disagi che possiamo immaginare ma anche con i vantaggi che ne deriveranno.

Si apprezza la disponibilità dell’assessorato e della stessa Iren al partecipare ad una commissione consiliare in circoscrizione dove consiglieri e cittadini potranno porre domande e avere maggiori dettagli. Ho chiesto al coordinatore della IV commissione e al presidente di cogliere la disponibilità.

Da parte mia riproporrò l’idea di cogliere l’opportunità del rifacimento del manto stradale per sperimentare, come da mia proposta che potete leggere qui,  l’asfaltatura con plastica riciclata come avviene in paesi come l’Olanda o in via sperimentale come è stato fatto a Roma.

Qui trovate il pdf delle slide che Iren ci ha inviato e che potete consultare. 

Mozione sulle interpellanze, secondo tentativo


Qui ho raccontato come sia stata respinta la mia interpellanza sulle mancate risposte della giunta comunale ai numerosi atti consiliari presentati da ormai un anno. Mi è stata respinta con motivazioni diverse: alcuni hanno interpretato da ragionieri il regolamento, altri non lo hanno detto ma non volevano disturbare il manovratore e altri ancora per motivi poco politici e molto personali.

Avendo la testa dura e avendo a cuore la mia dignità di consigliere e nonostante tutto anche quella del consiglio, riformulo e vediamo cosa succede.

Ripresento l’atto sotto forma di mozione chiedendo 

“CHIEDIAMO

Auspicando comunque una risposta possibilmente entro la fine del mandato dell’amministrazione in carica alla presidente della circoscrizione otto Davide Ricca di attivarsi presso la conferenza dei presidenti di circoscrizione al fine di:

  1. Verificare se anche nelle altre circoscrizioni risultano interpellanze in attesa di risposta e nel caso ci fossero proporre un’azione comune condivisa dalle altre circoscrizioni sul tema oggetto di questa mozione”

Vediamo se questa passa e se esiste una maggioranza che ha cuore la dignità e il ruolo del consiglio di circoscrizione. Noi, come gruppo LEU, la difenderemo fino all’ultimo giorno del mandato.

Usciamo dalla maggioranza

Abbiamo comunicato ieri l’uscita dalla maggioranza che governa la circoscrizione otto del gruppo LeU, di cui sono capogruppo, con il comunicato che potete leggere sotto. Lo facciamo anche e soprattutto per dignità politica. Saremo comunque leali, soprattutto con chi leale è stato con noi, assicurando che non ci siano conseguenze per le delibere, per le realtà che usufruiscono dei contributi come le scuole e le realtà del terzo settore e sportive.  
Purtroppo c’è un limite oltre il quale non si può più andare e non credo ci siano margini per una ricomposizione della situazione.



Al presidente Davide Ricca

Ai capigruppo di maggioranza

Ai componenti la giunta

In una maggioranza politica è comprensibile e a volte anche auspicabile una divergenza di opinioni, può essere costruttiva per andare verso decisioni più elaborate e condivise.

In una maggioranza politica non è comprensibile, anzi è sleale, il gioco delle trappole. Il manifestare il dissenso al momento del voto.

Non è comprensibile soprattutto quando le proposte sono sempre condivise prima: per correttezza nei rapporti, per verificare se è giusto, per capire se possono esserci variazioni alla proposta che vanno a migliorare la stessa.

Purtroppo la tecnica ormai collaudata è quella del te lo dico in consiglio al momento del voto. 

Non va bene. Pensiamo che non vada proprio bene.

La situazione politica della maggioranza in circoscrizione otto è ormai trasversale ai gruppi politici a prescindere dall’essere di maggioranza o di minoranza. Gruppi politici che incidono poco o niente nelle scelte.

Come gruppo LeU siamo stati leali, collaborativi, non abbiamo chiesto incarichi di giunta. 

Come gruppo LeU chiediamo solo rispetto a fronte della nostra collaborazione.

Quel rispetto credo che ci sarà dato uscendo dalla maggioranza. Continueremo ad essere leali, a garantire l’approvazione delle delibere.

Forse avremmo dovuto farlo tempo fa. Questo è l’errore politico che ci attribuiamo.

Buon lavoro e serene feste

Suad Omar e Augusto Montaruli – Gruppo LeU del consiglio di circoscrizione della Otto

Adesso mi interpello io

Ieri in consiglio era in agenda una mia interpellanza che chiedeva alla sindaca di attivarsi affinché  ci fossero le risposte, dovute da regolamento, alle numerose interpellanze in attesa di risposta formale. 

L’atto che ho presentato pensavo, o almeno avevo l’ingenuità di pensarlo, che andasse a difendere la dignità ed il ruolo del consiglio (tutto) di circoscrizione. Ci sono interpellanze che aspettano risposte da mesi, molti mesi, quando il regolamento prevede un limite di 35 giorni.

Avevo l’ingenuità di pensarlo. L’atto è stato respinto con 8 voti a favore, 8 contrari e vari astenuti e non partecipanti al voto. Il tutto in modo trasversale: maggioranza e minoranza. Ma avrei dovuto immaginare che sarebbe finita così. Il giorno dopo. 

Mi hanno obiettato che avrei dovuto rispettare il regolamento che in caso di non risposta prevede la richiesta di una commissione dedicata come prevede il comma 3:

3. Il Consiglio Circoscrizionale, qualora ritenga la risposta insoddisfacente oppure nei termini previsti non sia pervenuta risposta alcuna, può richiedere al/alla Presidente del Consiglio Comunale che l’interpellanza sia discussa nella competente Commissione Comunale Consiliare permanente alla presenza del/della proprio/a Presidente. La Commissione deve calendarizzare la risposta entro 30 giorni dalla richiesta.

Peccato che non abbiano inteso, o finto di intendere, che il mio era un atto politico che denunciava un non rispetto istituzionale. Mi riferivo alla dignità di tutto un consiglio e di tutti i consiglieri. 

Pazienza.

Adesso mi interpello da solo e mi do una risposta. 

Sotto l’interpellanza e l’elenco di quelle in attesa.


Torino, data del protocollo

Oggetto: interpellanza sulle interpellanze, ai sensi dell’articolo 45.

PREMESSA

Il regolamento del decentramento prevede all’articolo 45 che i consigli circoscrizionali possano presentare interpellanze alla giunta comunale che se approvate devono ottenere risposte entro 30 giorni. Questo garantisce un corretto rapporto istituzionale tra ente di prossimità ed ente centrale. Non solo. Le interpellanze nascono dal rapporto costante che i consiglieri di circoscrizione stabiliscono con i cittadini del territorio. Le interpellanze non sono invenzioni dovute ad insonnia o a pregiudizio politico, ma nascono da richieste del territorio con il quale i consiglieri stabiliscono un rapporto costante.

Non rispettare quanto previsto dal regolamento significa non rispettare i cittadini. Punto.

PERTANTO

Alleghiamo alla presente interpellanza l’elenco degli atti approvati, alcuni da oltre dieci mesi, e che sono in attesa di risposta. Auspicando una risposta possibilmente entro la fine del mandato dell’amministrazione in carica

CHIEDIAMO

alla Sindaca della città di Torino di attivarsi in modo da ricevere le risposte alle interpellanze elencate e di rispettare i termini previsti dal regolamento del decentramento. 

Primo firmatario: Augusto Montaruli

Elenco Interpellanze Art. 45 

9/2020 

Prot. 251

Bar Ristorante del Parco Europa (Francone, Pasquali, Aime, Marras, Fichera)

Discussa e votata Consiglio 29/01/2020

Uff. Giunta Comunale trasmessa 5/2/2020 a Sindaca/Iaria

12/2020

Prot. 302

Reparto informativo minoranze etniche. (Montaruli)

Discussa e votata Consiglio 29/01/2020

Ass. Schellino che i quesiti posti nell’interpellanza in oggetto sono di esclusiva competenza degli uffici della Polizia Municipale a cui si demandano le relative risposte.

13/2020

Prot. 303

Immobili ad uso intrattenimento siti nel Parco del Valentino. Adempimenti connessi al progetto di recupero e rifunzionalizzazione. Tante parole scritte, nessun atto concreto. (Parmentola, D’Agostino)

Ritirata nel Consiglio del 29/01/2020 per assenza dei firmatari.

Discussa e votata Consiglio 5 febbraio 2020 

Ufficio Giunta Comunale invia il 10/2 sindaca/iaria/unia e sacco.

Sacco risponde che non è di sua competenza

17/2020 Prot. 383

Scuole dell’infanzia comunali “Sole” e “Alice”. (Aime, Pasquali, Francone, Fichera, Marras, 

Ricca, Delpero, Demasi, Berno, Borello, Giaretto, Guggino, Loi Carta, Lupi,  Montaruli, Palumbo, Parmentola, Petracin)

Discussa e votata Consiglio 5 febbraio 2020

Ufficio Giunta in data 10/2 invia a Sindaca/ Dimartino

30/2020

Prot. 1422

Il futuro del Teatro Nuovo (Francone, Fichera, Pasquali, Aime e Marras)

Discussa e votata

Consiglio

15 Aprile 2020

Ufficio Giunta Comunale in data 13/5 invia a Sindaca/Iaria/Leon

55/2020

Prot. 2574

Sperimentazione pedonalizzazioni temporanee (Montaruli)

Votata nel Consiglio del 29/7/2020

Ufficio Giunta Comunale in data 6/8/2020 invia alla Sindaca/Lapietra

57/2020 Prot.2583

Quando riaprirà la Biblioteca civica Natalia Ginzburg (Parmentola e Montaruli)

Votata nel Consiglio del 29/7/2020

Ufficio Giunta Comunale in data 6/8/2020 invia alla Sindaca/Leon

64/2020

Prot. 3120

Estensione ZTL del Valentino 

(Pagliero)

Votata nel Consiglio del 15/09/2020

71/2020

Prot. 3405

Stato dei lavori della rete di teleriscaldamento a San Salvario (Montaruli)

Discusso e votato nel  Consiglio del 14 ottobre 2020

Ufficio Giunta invia in data 31/10 alla Sindaca/Unia 

Le interviste urgenti: Cristina Conti, suora

In italiano barboni, in francese clochard, in inglese homeless. Poi è arrivato il politically correct e si è passati a senza tetto e poi senza fissa dimora, ed ora solo “senza dimora” che il “fissa” non va più di moda, come il posto.. fisso. Politically correct che cambiando il termine con cui definirli non ha cambiato la sostanza delle cose. E delle emergenze. Sì perché loro, chiamateli come vi viene più facile, sono la metafora perfetta dell’emergenza. Solo quando fa freddo, quando si allestiscono luoghi per accoglierli per evitare di trovarne qualcuno assiderato sotto un portico. In verità diventano anche emergenza quando rovinano i salotti aulici e mancano tappeti sotto cui nasconderli. Purtroppo politiche vere che vadano a risolvere e non a gestire solo le emergenze non se ne intravedono.

Ne parliamo con suor Cristina Conti che da anni in via Nizza 24, con le Sorelle Figlie della Carità e tanti Volontari e Volontarie cerca di garantire una colazione abbondante, una doccia e tanto ascolto ai senza dimora. Suor Cristina l’ho conosciuta quando mi ha raccontato la questione irreperibili e la difficoltà del riavere una carta di identità, questione che mi ha raccontato tra una lectio magistralis su Bruce Springsteen e le canzoni e il libro di Gianmaria Testa. 

Suor Cristina, come vi siete organizzati in questi tempi di pandemia e lockdown? 

Abbiamo cercato di tradurre i vari decreti in procedure che garantissero la massima sicurezza per tutti, senza nulla togliere alla relazione, all’attenzione, alla cura delle Persone senza dimora che accogliamo. Scrivilo in maiuscolo Persone, perché è importante sottolinearne l’umanità, l’individualita’, le peculiarità… non sono una categoria, una moltitudine anonima… Ognuno è speciale. Ognuno può essere accompagnato a valorizzare la propria vita con obiettività, dandole un rinnovato senso, anche in questo tempo di  pandemia.

Quanti sono i vostri amici, come li chiami tu, cui date supporto?

Sono tanti, il numero varia, ma guardando all’insieme dei nostri servizi parliamo di centinaia di Amici settimana per settimana e migliaia all’anno purtroppo. Il nostro è un servizio caratterizzato dalla mobilità. Ci sono molte persone che incontriamo una sola volta, di passaggio a Torino. Ogni attimo è ancora più importante. Ogni sorriso. Ogni parola, che potrà essere significativa per quella persona. È successo, sai:  c’è chi è tornato a ringraziare perché una frase detta in un certo momento l’ha aiutato a dare una svolta al proprio cammino.

Delle Persone senza dimora abbiamo un’immagine forse datata, in alcuni casi anche un po’ romantica: quelli che lo diventano per scelta di vita e non a causa della vita. Forse è il caso di raccontare chi sono.

Ne uscirebbe un romanzo! Sono cosi diversi… Anzi, ne uscirebbe una raccolta di poesie, perché questi nostri Amici nonostante certi loro racconti molto… fantasy, in realtà mi ricordano la poesia. A volte non è facile capirli, i loro versi sono sdruccioli, si fatica a seguirli.. ma se lasci che quelle parole evochino in te echi e rimandi, inizi a comprenderli un poco di più… Poesia perché con loro si attraversano tutte le età, le lingue, i generi.. con loro ogni giorno facciamo il giro del mondo… Poesia perché ci si appassiona alla loro vita, alle loro storie, e in pochi hanno realmente scelto, meglio, hanno liberamente scelto la strada. Spesso decidono di distaccarsi da situazioni di difficoltà, di precarietà, di sofferenza, di violenza, di miseria… decidono loro, ma non è una scelta incondizionata…

Non credi che anche loro possano diventare una risorsa per il loro vissuto, per le cose che sanno o sapevano fare?

Dico solo questo: nel nostro Servizio operano molti Volontari e questi spesso chiedono di portare altri a fare esperienza di servizio e accade soprattutto con i giovani, molto numerosi fra noi. Bene, questa attrazione parte dagli Amici, dalle Persone senza dimora che accogliamo. Fra loro vi sono maestri di vita… e comunque rapportarsi con chi sta in strada mette sempre in questione. Le loro esperienze sarebbero da studiare per trarne strategie di sopravvivenza.

Se tu avessi magicamente il potere di risolvere la situazione da dove partiresti? Quale sarebbe la prima azione che faresti?

Come hai accennato tu prima: valorizzerei le loro risorse facendole esprimere in attività concrete… Tutti hanno bisogno di una casa, ma la prima cosa che chiedono è: “fammi fare qualcosa”. Le nostre mani parlano di noi, ed è anche con l’agire delle nostre mani che formiamo la nostra mente e il nostro spirito… Il “fare” esprime l’identità, la dignità. E aiuta a non fissarsi sui problemi, sugli ostacoli, sulle umiliazioni vissute.

Le Persone senza dimora non votano. E’ questo il motivo per cui rischiano di restare un problema irrisolto?

Non vota chi è sprovvisto di documenti, non vota chi non ha residenza. Esiste una condizione che può essere un dato di fatto: non ho un luogo dove risiedo. Ma non può esistere che io “scompaia” dai registri anagrafici per le difficoltà che sto vivendo e sia ostacolato ad emergere da questa irreperibilità. Una persona indigente che diventa anagraficamente irreperibile non solo non vota, ma attualmente a Torino non può rinnovare la propria Carta d’Identità senza pagare prima o dopo (triplicata) una sanzione. Senza parlare del previsto successivo pignoramento… Se non hai un soldo in tasca, esci dagli uffici comunali e ci sono due vie… entrambe umilianti: o inizi a chiedere in giro o… te ne appropri. “Nemo”, nessuno, è il soprannome che si è dato l’ultimo Amico che abbiamo accompagnato all’Anagrafe. Insistendo, è riuscito a non pagare la sanzione… ma ora è preoccupato per le conseguenze. Perché deve accadere questo? Una società che fatica a chiamare per nome i suoi figli, è una società malata. È una società sulla via della disgregazione, del fallimento. Questo pensiero dovrebbe incidere sulla ricerca del consenso elettorale. Le Persone senza dimora esistono, e sono migliaia. Il renderle parte della società è nell’interesse di tutti. Ed è costruire insieme un mondo più vero e giusto.

Io ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità ad essere ospitata nel mio piccolo spazio, le interviste vogliono essere un contributo da offrire a chi ha il dovere di decidere e di pensare al futuro.

Il libro che ti dedico è un saggio storico di Alessandro Barbero – Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali (Laterza) – che racconta tre donne e tre uomini del medioevo tra cui la tua “collega” Caterina da Siena. Tre donne e tre uomini del medioevo che si apprestava a diventare rinascimento. Rinascimento che dovremmo auspicarci tutti.

Sugli irreperibili: http://augustomontaruli.it/blog/2019/06/06/gli-irreperibili-e-lanagrafe/  – http://augustomontaruli.it/blog/2020/06/09/mia-cara-amica/
Qui le altre interviste: elenco

Riforma del decentramento, cambiamenti e commenti

E’ stata appena approvata la riforma del decentramento di Torino in consiglio comunale. Ho ritenuto utile una presentazione che metta in evidenza i cambiamenti più significativi commentandoli dal mio personale punto di vista.
La commissione consiliare presieduta dalla consigliera Maura Paoli ha riformato il regolamento del decentramento apportando alcune significative modiche, non è una riforma epocale che va verso una vera autonomia delle circoscrizioni ma è sicuramente il meglio che si poteva ottenere viste le diverse visioni nel merito.
Qui mi preme evidenziare cosa è stato “scongiurato”, cosa è rimasto inalterato e cosa cambierà a partire dal prossimo mandato amministrativo e cosa si sarebbe potuto fare.
O almeno si dovrà fare.
Qui o cliccando sull’immagine in alto potete scaricare/leggere la presentazione completa.